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Blogger: alberiamici
Nome: Un'Anima del Legno
Abito nel nord ovest dell'Italia. Amo gli alberi, i corsi d'acqua, le montagne... I miei interessi sono legati alla natura, all'ecologia, alla sopravvivenza e resistenza urbana per gente come me, al misticismo naturale e nonostante la mia misantropia mi interesso anche di antropologia: la storia e la mitologia delle popolazioni che abitavano queste zone. L'ALBERO come simbolo universale del mio legame con la terra. PERCHE' "RINASCITA PAGANA"? - pagana intesa nel più ampio significato. Una sorta di filosofia e stile di vita lontanissimo da sacrifici, religioni organizzate, dogmi e clero, ma anche da scienziati e materialisti a tutti i costi. Quasi ateo, ma vicino alla Terra e al suo ciclo. Tutto quello che troverete scritto qui serve principalmente per me stesso, per fermare i miei pensieri e riflessioni e per informare, chi sia interessato e non dimenticare cose per me importanti.

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venerdì, 08 agosto 2008

La pietra guaritrice di Santa Varena - Villa del Foro (AL)

La pietra guaritrice di Santa Varena
Villa del Foro - Alessandria

chiesa di Santa Varena (Villa del Foro - AL)
Non sono impazzito in questo periodo, torno a parlare di chiese e di sante cristiane per un motivo: la sopravvivenza dei culti pagani, naturali e precristiani nascosti in luoghi e usanze apparentemente cristiane. Avevo già parlato del santuario di Oropa e della Pietra della Vita che si trova in quel luogo, ora torno a parlare di qualche cosa di molto simile. Sempre in Piemonte, sempre pietre guaritrici. Anche in questo caso una pietra legata al lato femminile e alla natura.

A pochi chilometri da Alessandria si trova l'abitato di Villa del Foro, un tempo uno dei centri, celto-liguriprima e romani dopo, più importanti della zona precedenti alla fondazione del capoluogo (da visitare il museo dedicato alle antichità). Nella piazzetta al centro del minuscolo sobborgo si trova la chiesa dedicata a San Baudolino (patrono di Alessandria) e a Santa Varena appunto. Sul lato sinistro in basso, si può vedere un masso affiorare dall'intonaco. Anche n questo caso ci troviamo di fronte a una delle tante Pietre Guaritrici e del Megalitismo Piemontese che si trovano in queste zone.


Pietra di Santa Varena (Villa del Foro - AL)Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante. La santa di origine elvetica  si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto visse per anni nel nord Italia e oltralpe compiendo miracoli.  Avrebbe infatti "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, e avrebbe ordinato di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice".

La spiegazione più sensata al riguardo della Pietra e della sua leggenda, è che essa fosse un un menhir, singolo o parte di un complesso megalitico, o forse semplicemente un masso sacro agli antici, come abbiamo visto in altri casi, e data la persistenza del culto così radicato anche in epoca cristiana, impossibile da estirpare, sia stata cristianizzato con la costruzione di una chiesa su di esso e con l'associazione alla santa. Da notare che si tratta di una santa e non di un santo. Come abbiamo visto, nonostante tutto, il culto è arrivato fino a noi e la chiesa ha per una volta contribuito a conservare un megalite che altrimenti sarebbe probabilmente scomparso.

Come arrivare:

L'uscita autostradale più vicina è quella di Alessandria Est, da qui seguire per Alessandria - Centro e passati il ponte svoltare sulla destra e proseguire verso Villa del Foro/Oviglio. Anche in bicicletta è velocemente raggiungibile.

Links:

La pietra guaritrice di Villa del Foro.

Libri:

> Guida ai luoghi misteriosi d'Italia - Umberto Cordier.
> L'italia dell'Insolito e del Mistero.
postato da: alberiamici alle ore 21:46 | link | commenti
categorie: sacro, pietre, folklore, paganesimo, liguri, megalitismo, pietre piemonte
sabato, 28 giugno 2008

IL NOCE DI SAN GIOVANNI, Trisobbio (AL)

IL NOCE DI SAN GIOVANNI, Trisobbio (AL)

E' meno conosciuto di quello di Benevento, ma è ancora li. Anche quest'anno a San Giovanni il noce è tornato a fiorire. Un'altra leggenda in cui è facile rintracciare la persistenza di culti legati agli Alberi. Si trova nei pressi di Trisobbio, in provincia di Alessandria, in mezzo ad una vigna dove si incontrano le strade provenienti da Ovada e Cremolino. Il noce centenario sembra secco, senza nemmeno una foglia, come si vede in foto, ma ogni anno nei giorni a cavallo del Solstizio d'Estate torna "miracolosamente" a fiorire, coprirsi di foglie e poi dare eccellenti frutti. E' parte della leggenda popolare della zona. Si dice che la Notte di San Giovanni appunto, tutte le Masche, le Feighe e le Strié della zona si dessero appuntamento sotto questo noce per celebrare il sabba più importante di tutto l'anno in compagnia del loro Signore Cornuto.

Noce di San Giovanni a Trisobbio
Anche quest'anno il noce ha ripreso a fiorire!

IL SABBA: Recentemente gli studiosi dell'Accademia Urbense hanno scoperto un manoscritto trovato tra le pagine di un atto notarile di fine '700. In esso sono identificate tutte le streghe (in zona meglio conosciute come Masche!) che vi si recavano: quelle dei Bacchetti (località di silvano d'orba), la giovane di Varo di Tagliolo, almeno due di Bric Trionfo. Un'altra veniva sicuramente dal bosco di Bandita e una da Battagliosi. Una Feiga che partecipava al Sabba abitava precisamente vicino alla Cappella di Santa Caterina di Montaldello. Un'altra veniva dai Setteventi di Belforte e poi alcune arrivavano dalla Valle dell'Albara, dalla Valle Scura di Lerma (dal campanile), da Mascatagliata (il nome di questa località ovviamente mi ha sempre colpito) dai boschi della Colma e da quelli di Capanne di Marcarolo e quelle della Val Bormida che l'Inquisizione non era riuscita a debellare. Per ultimo arrivava il Diavolo! (o meglio il Cornuto Dio dei Boschi!). Tutti gli anni, anche se il tempo era bello, all'avvicinarsi di mezza notte il cielo si faceva scuro, le stelle sparivano e arrivava un vento "del diavul". Finita la riunione il Noce poteva finalmente riprendere a fiorire in tutto il suo splendore. Per preti e credenti il motivo era che finalmente dopo la "congrega" il Noce veniva liberato dalla oscura magia, per altri erano proprio le Masche che ogni anno tornavano per restituire la vita al sacro Noce!

Per andare a trovare il Noce qui c'è una mappa dettagliata:
www.funghiitaliani.it/index.php?act=Print&client=printer&f=21&t=48134
lunedì, 23 giugno 2008

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.
Come il suo compagno Belisama era adorata in Europa continentale dall'Illiria alle isole britanniche, da Iberi, Liguri e Celti ed era la Dea del Fuoco, quindi importantissima.
E' stata collegata a Brigid e poi in periodo Gallo-Romano con la dea Minerva.
Era connessa anche con la luce, con le arti e con i corsi d'acqua. Molte sono le iscrizioni trovate a lei dedicate. Famose quelle di  Vaison-la-Romaine in Provenza che indica la dedica di un Nemeton (bosco sacro) alla divinità, e quella di Saint-Lizier in Aquitania che la associa appunto a Minerva.
In epoca romana, il fiume Ribble in Inghilterra era conosciuto con il nome di Belisama. Anche lei veniva fessteggiata il 1° Maggio (Beltane).
Il Biancospino era la pianta sacra alla Dea, con la quale avrebbe segnalato a Belloveso il luogo in cui fondare Milano. Sempre legata alla fondazione di Milano e alla Dea era la Scrofa bianca, animale sacro e simbolo della città Lombarda che venne in seguito maschile transformandosi  nel Cinghiale Bianco, sacro al dio Lugh.
Molto interessante è notare che alla Dea, come abbiamo visto più su, erano dedicati Nemeton: questa usanza continua ed è arrivata fino a noi tramite le cappellette che ancora oggi si trovano in campagna di solito all'inizio o all'interno di un bosco o di quello che un tempo lo era. Al loro interno si trova sempre una Madonna a cui si offrono fiori freschi.

LINKS:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma


postato da: alberiamici alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: europa, divinità, liguri, boschi sacri

BELANU - Divinita' solare della luce.

BELANU - Divinita' solare della luce.



Il mio amico Maba, l'altro ieri, per il solstizio mi ha mandato gli auguri con una dedica a Belanu. Conoscevo questa divinità solare principalmente perchè ne avevo letto come una delle poche divinità conosciute adorate dai Liguri (come Penn/Pennina di cui parlerò prima possibile!) e così ho voluto fare una ricerca riprendendo in mano qualche libro che avevo in casa in bilblioteca e su internet naturalmente. Belanu deriva dall'indoueropeo "Bel" che significa "luminoso", "Brillante" ed era una divinità legata ai culti solari. Belanu più tardi era conosciuto in area ed epoca Gallo-Romana come Apollo Belenus, una versione locale dell'Apollo mediterraneo perchè come la più famosa divinità era guaritore e dio del sole (sempre più chiare le connessioni tra dei celtici, greco-romani, nordici, ecc...). In realtà è una delle più antiche divinità protoceltiche conosciute ed era adorato nelle aree abitate da queste antiche popolazioni (Nord della penisola iberica, Gallia transalpina, Gallia cisalpina, Austria, Illiria e Britannia) e quindi inseguito da Iberi, Liguri e Celti. E' probabile che fosse lo stesso dio venerato nell'Inghilterra del nord come Belatu-Cadros e ha molti collegamenti con Lugh il cui nome significa infatti "splendente", adorato in Irlanda. Luoghi di culto dedicati a B. erano numerosissimi e si possono ricordare iscrizioni e santuari a lui dedicati scoperti a Marsiglia, Nimes, Aquileia, in Carnia, in Piemonte, Kirkby Lonsdale, ecc...
Belanu era noto per la sua influenza sulla luce solare, sui cicli stagionali, sull'agricoltura, sulla temperatura, sull'allevamento e su ogni attivita' umana dell'epoca protostorica europea. Per questo è legato ai solstizi e ad altre ricorrenze stagionali (specialmente al 1° Maggio, festa della luce nota in area celtica con il nome di Beltane - "Bel" anche qui, fuoco-luminoso appunto ) ed'è indelebilmente rintracciabile nell'usanza ancora esistente nelle usanze contadine di tutta Europa di accendere fuochi e falò per queste feste.

Era conosciuto anche come: Belenos, Belinos, Belinu, Belinus, Belenus, Bellinus, Belus, Bel.

Belanu aveva una compagna chiamata Belisma.

Libro:
Dizionario di Mitologia Celtica - Miranda J. Green

Links:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu
http://en.wikipedia.org/wiki/Belenus (in inglese più completo)
venerdì, 20 giugno 2008

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

Domani sarà il solstizio d'estate, il giorno più lungo di questo 2008.
Il solstizio d'estate nell'emisfero Nord, il 21 giugno, (nell'emisfero Sud il 21 o 22 giugno) è la data del dì più lungo dell'anno, e di conseguenza della notte più corta. Al momento del solstizio, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro. Rappresentando l'inizio dell'Estate è sempre stato nella storia occasione di feste.
Ancora oggi sono molte le usanze superstiti in Europa. I fuochi della notte di sant'Antonio ad esempio. Fino a pochi anni fa (ma in alcuni posti ancora oggi) la notte della vigilia del solstizio, specie in montagna si accendevano grandi falò. Che io sappia le zone in cui questa data ancora oggi è la più sentita è il nord-europa: il Midsummar svedese per esempio. Feste, fuochi e danze attorno al classico albero, prima della mezzanotte i bambini addobati da streghe e da antiche divinità silvane girano per le case a chiedere monete e dolcetti. Usanza popolarissima ancora oggi.

midsommar - svezia

Il solstizio d'estate è in fine una festività principalmente femminile, infatti è una festa della terra e della fertilità (massima luce, raccolti, ecc...) ed è per questo che è stato così duramente avversata dalla chiesa: si diceva infatti che nella notte di san Giovanni le streghe volassero al Sabba. E' anche una festa con un velo di tristezza in quanto si sa che da questo momento le giornate incominceranno di nuovo ad accorciarsi e ci si avvia di nuovo verso le tenebre invernali.

I Calendari di Pietra

Molti dei cerchi di pietra, allineamenti o monumenti megalitici d'Europa, sono allineati con il sorgere del sole durante i solstizi. Tra i più famosi ricordiamo: Stonehenge in Inghilterra allineato con quello d'estate e Newgrange in irlanda, allineato con quello d'inverno. Ma anche se gran parte dei centri megalitici in europa centrale e in particolare nelle nostre zone siano in gran parte scomparsi, non occore andare così lontano. Ad esempio il Cerchio del piccolo San Bernardo, posto esattamente sul confine tra Francia e Italia, è visibile ancora oggi malgrado i degradi irreparabili commessi durante la realizzazione della strada carrozzabile (come al solito). Anch'esso era allineato con il sorgere del sole di questo giorno. Anche il centro Italia, lo studioso Giovanni Feo (interessantissimo il suo libro "Geografia Sacra" - stampa alternativa), ha recentemente scoperto moltissimi siti megalitici in queste zone legate a culture pre-etrusche e per ora sconosciute ma sicuramente collegate alle altre zone d'Europa e del Mediterraneo.

Cerchio di Poggio Rota

Come festeggiare oggi il Solstizio d'Estate?

Ecco i miei consigli, come penso di fare io: Se oggi vogliamo celebrare la Ruota dell'anno durante il giorno di suo massimo splendore, la Terra, la Dea o semplicemente il giorno più luminoso dell'anno da perfetti atei possiamo prima di tutto fare a modo nostro! Ricordacene, come facevano i nostri antichi avi e magari fare un sentito brindisi a mezzanotte e dedicare la nostra bevuta a chi sentiamo di doverlo dedicare e cercare di essere più allegri possibile!
Magari riprometterci di piantare un albero e di riavvicinarci il più possibile alla ruota dell'anno con le sue stagioni. Usare meno possibile la macchina e di consumare meno possibile le fonti di energia e di sprecare meno. Queste sono le cose più importanti. Per il resto in Italia non credo ci sia un vero movimento spirituale-naturale abbastanza popolare come per esempio in Inghilterra in cui gente dalle motivazioni diverse si ritrova tutti gli anni a Stonehenge e negli altri luoghi (guardate la galleria d'immagini, gente di tutti i tipi) e onestamente cercando per i siti, mi sembra che le comunità italiane siano a volte (per i miei gusti) un pò troppo legate e al fantasy e purtroppo a volte a deliranti movimenti di destra.
Secondo me il modo migliore, se vi sentite un pò mistico-naturalisti (e di nuovo ripeto: di qualsiasi tipo!) sarebbe meglio stare in zona, non usare la macchina o l'aereo sia perché inquinano tantissimo, sia perché così potrete avvicinarvi di più alla vostra terra, trovare un bel posto, un cerchio di pietre (ci sono, cercateli) o un posto in cui sapete che ce ne fossero, o un bel prato un boschetto, un monte da cui se vede sorgere il sole. Oppure visto che poi, lo so, ci si trova da soli a casa o con amici a cui non interessa, si può festeggiare (come dicevo prima) con un brindisi, accendere un piccolo fuoco, una candela sul balcone o sulla finestra, tanto per riavvicinarsi a queste cose e magari aspettare che il sole sorga! Questo mi sembra semplice e fattibile e a me sicuramente rende la vita un pò più felice.

Libro consigliato:
"I riri del solstizio" by Richard Heinberg edito in Italia da Ed. Mediterranee, molto hippy, ma interessante.

Links:
http://www.ginevra2000.it/fiori/Fiori_Leggende/Giugno.htm
http://www.trigallia.com/solstizio_estate.asp
(eng)
Feste e ritrovi a Avebury e Stonehenge.
Ciclisti nudisti per il solstizo d'estate!
giovedì, 12 giugno 2008

I menhir di Cavaglià

I menhir di Cavaglià

Forse si tratta del più grande insieme di Menhir che si è riusciti a conservare fino ad oggi in terra piemontese. Riscoperti negli ultimi anni dall'appassionato studioso di Torino, Luca Lenzi, erano stati rimossi con le ruspe rischiandone la distruzione, durante alcuni lavori in un'area dismessa (credo per la costruzione della rotonda da cui si vedono passando) sono un insieme di monoliti che formano un cerchio più o meno preciso. I monoliti erano sotterrati e caduti, quindi la loro posizione è stata ricostruita dagli studiosi. Su alcuni di essi sono chiari segni dell'uomo, croci e coppelle, in alcune di esse la presenza di calcare indica la posizione eretta dei megaliti. Nelle vicinanze esistono altri resti ma molto è andato perduto con la costruzione degli edifici in zona.

oropa 004

Il sovrintendente localizza cronologicamente, senza mezzi termini, i manufatti come “appartenenti all’Età del Ferro”, ma secondo me sono più antichi, megaliti e coppelle di solito risalgono a epoche precedenti. Questo è solo un mio parere.

Per raggiungerli: Uscire a Santhia e proseguire per Biella, ve li troverete di fronte quando passate per la rotonda uscendo da Cavaglià.

LINKS:

http://ontanomagico.altervista.org/menhircavaglia.htm

http://www.panoramio.com/photo/8147461 

(interessantissimo intervento dello scopritore Luca Lenzi)

postato da: alberiamici alle ore 12:47 | link | commenti (1)
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte
mercoledì, 28 maggio 2008

Il Monte Tobbio

Il Monte Tobbio

I miei monti........ ho una vera venerazione per le montagne. Un giorno parlerò solo di questo... comunque adesso ho voglia di parlare di uno dei monti a cui sono più affezionato, il Monte Tobbio.

Monte Tobbio

Questa piccola montagna è una vera e propria montagna sacra. Tantissimi sono i suoi estimatori che la considerano come un'amica o un amico. Basta cercare su internet quanti siti le sono stati dedicati. Il Tobbio ha una forza particolare, mistica, non so perchè, ma chi sale una volta sulla sua cima poi ci deve tornare. Egli ha qualcosa di mistico che non solo io avverto così fortemente. Anche in questo caso sulla cima è stata edificata una chiesetta...

Salendo sul Tobbio

Il Tobbio è un monte di 1092 m, dalla forma appuntita che si trova sull'appennino ligure al confine tra Piemonte e Liguria, in provincia di Alessandria ma a poco più di 10 km in linea d'aria da Genova. Quando lo si vede, ma soprattutto quando lo si sale si mostra forte, forse perchè si staglia solitario verso il cielo, e da esso è visibile gran parte dell'arco alpino, la pianura alessandrina e anche uno spicchio di mare verso sud.

Monte Tobbio

Il suo nome sembra derivi dall'antico Ligure "togisonus" (luogo impervio), da cui anticamente "Toggio" e poi Tobbio. Il Tobbio è una divinità reale, la si può vedere e toccare, la sua grandezza anche. Io a volte gli porto delle offerte: pietre che vengono da lontano, legnetti intagliati e le lascio tra le pietre. Oppure gli offro i miei pensieri. Lui in cambio mi regala tranquillità, mi fa sentire bene e a volte mi ha anche aiutato quando sono stato capace di chiederglielo! Grazie Tobbio!

Alcuni links per conoscere meglio il Tobbio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Tobbio

http://differentgreen.altervista.org/tobbio/monte_tobbio.html

http://www.issbarletti.it/Viandanti/index.htm

http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/speciali/montagne/masso.htm

postato da: alberiamici alle ore 00:26 | link | commenti
categorie: montagna, sacro
martedì, 13 maggio 2008

Divinità: Cernunnos

Divinità: Cernunnos.

Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:

1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...

2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.

Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco. 

La rappresentazione più antica è probabilmente quella trovata in Val Camonica che risale, sembra, al quarto secolo avanti cristo, mentre la più conosciuta si trova sul famoso calderone di Gundstrup della Danimarca pregermanica e risalente al primo secolo a.c. che però venne costruito da artigiani in quella che oggi è la bulgaria. Un'altra rappresentazione è quella del Pilier des nautes ("Pilastro dei barcaioli") a Parigi in cui si legge il nome Cernunnos. Ve ne sono molte altre anche se non tutte sicure.

CERNUNNOS sul calderone di Gundestrup

Cernunnos era la divinità naturale dei boschi, degli animali e degli istinti primordiali dell'uomo, rappresentato con le corna di cervo di solito con un torques al collo, uno in una mano ed un serpente nell'altra circondato da animali. Era sicuramente adorato dalle popolazioni celtiche delle gallie ma si pensa che il suo culto sia anteriore, il famoso "dio cornuto" indoeuropeo simile a Pan e sicuramente connesso con Dioniso in grecia e con Shiva in India (vedi la fortissima somiglianza con la rappresentazione di Pashupati "proto-shiva" trovata a Mohenjo-daro qui sotto).

Proto Shiva - Mohenjo-daro

Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di  A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane. 

Per approfondire:

Cernunnos su wikipedia:

 

postato da: alberiamici alle ore 14:34 | link | commenti
categorie: europa, paganesimo, divinità
domenica, 11 maggio 2008

Menhir di Paroldo

Menhir di Paroldo

Ho trovato un altro esempio di menhir mal tenuto, ma visitabile in questa pagina: LINK. Si trova a Paroldo, sempre in provincia di Cuneo e anche qui spero di riuscire ad andarci al più presto... ecco la foto che c'è su questo sito.

menhir a Paroldo (cn)

postato da: alberiamici alle ore 23:32 | link | commenti
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte

I Megaliti di Briaglia

I Megaliti di Briaglia

Oggi voglio scrivere due righe su di un posto in cui in realtà non mi sono ancora recato e soprattutto dello sempio ad esso collegato. Briaglia è un piccolo comune piemontese in provincia di Cuneo in cui nel 1971 l'archeologo J anigro D'Aquino durante le sue ricerche sui Celto-Liguri in Piemonte, scoprì una grande serie di menhir, alcune statue stele e, scoperta più importante, un dolmen ancora interrato (come si sa infatti la caratteristica forma dei dolmen è dovuta alle sole pietre portanti sopravvissute ai tumuli costituiti da pietre più piccole spazzate via dal tempo)! Negli anni '80 gran parte dei ritrovamenti megalitici scoperti erano ancora visibili, ma già in degrado. infatti poi gran parte dei menhir sono poi spariti o utilizzati per la costruzione di muretti a secco come pietre qualsiasi. Questi megaliti testimoniavano ancora una volta la chiara continuità con il megaltismo francese e centro-europeo, che incomprensiblmente viene di solito ignorata.

L'importantissimo dolmen sotterraneo, con galleria di 30 metri, è ora impossibile da visitare a causa di frane, e praticamente tutto il lavoro e le scoperte svolte del Prof. D'Aquino sono andate dimenticate tra in più totale disinteresse. Ancora una volta a tutto ciò che non è "romano" (in molti casi anche ciò che lo è) non viene data nessuna importanza, nemmeno quella a cui si da per esempio ai meravigliosi menhir del Salento (anch'essi depredati...).

Tutte le informazioni sono prese da questo bellissimo sito:

http://www.ars2000.it/briaglia.htm

Da visitare assolutamente per approfondire con testo e foto!

postato da: alberiamici alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte


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