Rinascita Pagana!
Non sono impazzito in questo periodo, torno a parlare di chiese e di sante cristiane per un motivo: la sopravvivenza dei culti pagani, naturali e precristiani nascosti in luoghi e usanze apparentemente cristiane. Avevo già parlato del santuario di Oropa e della Pietra della Vita che si trova in quel luogo, ora torno a parlare di qualche cosa di molto simile. Sempre in Piemonte, sempre pietre guaritrici. Anche in questo caso una pietra legata al lato femminile e alla natura.
Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante. La santa di origine elvetica si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto visse per anni nel nord Italia e oltralpe compiendo miracoli. Avrebbe infatti "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, e avrebbe ordinato di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice". 
Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.


I menhir di Cavaglià
Forse si tratta del più grande insieme di Menhir che si è riusciti a conservare fino ad oggi in terra piemontese. Riscoperti negli ultimi anni dall'appassionato studioso di Torino, Luca Lenzi, erano stati rimossi con le ruspe rischiandone la distruzione, durante alcuni lavori in un'area dismessa (credo per la costruzione della rotonda da cui si vedono passando) sono un insieme di monoliti che formano un cerchio più o meno preciso. I monoliti erano sotterrati e caduti, quindi la loro posizione è stata ricostruita dagli studiosi. Su alcuni di essi sono chiari segni dell'uomo, croci e coppelle, in alcune di esse la presenza di calcare indica la posizione eretta dei megaliti. Nelle vicinanze esistono altri resti ma molto è andato perduto con la costruzione degli edifici in zona.

Il sovrintendente localizza cronologicamente, senza mezzi termini, i manufatti come “appartenenti all’Età del Ferro”, ma secondo me sono più antichi, megaliti e coppelle di solito risalgono a epoche precedenti. Questo è solo un mio parere.
Per raggiungerli: Uscire a Santhia e proseguire per Biella, ve li troverete di fronte quando passate per la rotonda uscendo da Cavaglià.
LINKS:
http://ontanomagico.altervista.org/menhircavaglia.htm
http://www.panoramio.com/photo/8147461
(interessantissimo intervento dello scopritore Luca Lenzi)
Il Monte Tobbio
I miei monti........ ho una vera venerazione per le montagne. Un giorno parlerò solo di questo... comunque adesso ho voglia di parlare di uno dei monti a cui sono più affezionato, il Monte Tobbio.

Questa piccola montagna è una vera e propria montagna sacra. Tantissimi sono i suoi estimatori che la considerano come un'amica o un amico. Basta cercare su internet quanti siti le sono stati dedicati. Il Tobbio ha una forza particolare, mistica, non so perchè, ma chi sale una volta sulla sua cima poi ci deve tornare. Egli ha qualcosa di mistico che non solo io avverto così fortemente. Anche in questo caso sulla cima è stata edificata una chiesetta...

Il Tobbio è un monte di 1092 m, dalla forma appuntita che si trova sull'appennino ligure al confine tra Piemonte e Liguria, in provincia di Alessandria ma a poco più di 10 km in linea d'aria da Genova. Quando lo si vede, ma soprattutto quando lo si sale si mostra forte, forse perchè si staglia solitario verso il cielo, e da esso è visibile gran parte dell'arco alpino, la pianura alessandrina e anche uno spicchio di mare verso sud.

Il suo nome sembra derivi dall'antico Ligure "togisonus" (luogo impervio), da cui anticamente "Toggio" e poi Tobbio. Il Tobbio è una divinità reale, la si può vedere e toccare, la sua grandezza anche. Io a volte gli porto delle offerte: pietre che vengono da lontano, legnetti intagliati e le lascio tra le pietre. Oppure gli offro i miei pensieri. Lui in cambio mi regala tranquillità, mi fa sentire bene e a volte mi ha anche aiutato quando sono stato capace di chiederglielo! Grazie Tobbio!
Alcuni links per conoscere meglio il Tobbio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Tobbio
http://differentgreen.altervista.org/tobbio/monte_tobbio.html
http://www.issbarletti.it/Viandanti/index.htm
http://www.regione.piemonte.it/parchi/riv_archivio/speciali/montagne/masso.htm
Divinità: Cernunnos.
Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:
1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...
2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.
Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco.
La rappresentazione più antica è probabilmente quella trovata in Val Camonica che risale, sembra, al quarto secolo avanti cristo, mentre la più conosciuta si trova sul famoso calderone di Gundstrup della Danimarca pregermanica e risalente al primo secolo a.c. che però venne costruito da artigiani in quella che oggi è la bulgaria. Un'altra rappresentazione è quella del Pilier des nautes ("Pilastro dei barcaioli") a Parigi in cui si legge il nome Cernunnos. Ve ne sono molte altre anche se non tutte sicure.
Cernunnos era la divinità naturale dei boschi, degli animali e degli istinti primordiali dell'uomo, rappresentato con le corna di cervo di solito con un torques al collo, uno in una mano ed un serpente nell'altra circondato da animali. Era sicuramente adorato dalle popolazioni celtiche delle gallie ma si pensa che il suo culto sia anteriore, il famoso "dio cornuto" indoeuropeo simile a Pan e sicuramente connesso con Dioniso in grecia e con Shiva in India (vedi la fortissima somiglianza con la rappresentazione di Pashupati "proto-shiva" trovata a Mohenjo-daro qui sotto).

Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane.
Per approfondire:
Menhir di Paroldo
Ho trovato un altro esempio di menhir mal tenuto, ma visitabile in questa pagina: LINK. Si trova a Paroldo, sempre in provincia di Cuneo e anche qui spero di riuscire ad andarci al più presto... ecco la foto che c'è su questo sito.

I Megaliti di Briaglia
Oggi voglio scrivere due righe su di un posto in cui in realtà non mi sono ancora recato e soprattutto dello sempio ad esso collegato. Briaglia è un piccolo comune piemontese in provincia di Cuneo in cui nel 1971 l'archeologo J anigro D'Aquino durante le sue ricerche sui Celto-Liguri in Piemonte, scoprì una grande serie di menhir, alcune statue stele e, scoperta più importante, un dolmen ancora interrato (come si sa infatti la caratteristica forma dei dolmen è dovuta alle sole pietre portanti sopravvissute ai tumuli costituiti da pietre più piccole spazzate via dal tempo)! Negli anni '80 gran parte dei ritrovamenti megalitici scoperti erano ancora visibili, ma già in degrado. infatti poi gran parte dei menhir sono poi spariti o utilizzati per la costruzione di muretti a secco come pietre qualsiasi. Questi megaliti testimoniavano ancora una volta la chiara continuità con il megaltismo francese e centro-europeo, che incomprensiblmente viene di solito ignorata.
L'importantissimo dolmen sotterraneo, con galleria di 30 metri, è ora impossibile da visitare a causa di frane, e praticamente tutto il lavoro e le scoperte svolte del Prof. D'Aquino sono andate dimenticate tra in più totale disinteresse. Ancora una volta a tutto ciò che non è "romano" (in molti casi anche ciò che lo è) non viene data nessuna importanza, nemmeno quella a cui si da per esempio ai meravigliosi menhir del Salento (anch'essi depredati...).
Tutte le informazioni sono prese da questo bellissimo sito:
http://www.ars2000.it/briaglia.htm
Da visitare assolutamente per approfondire con testo e foto!