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Blogger: alberiamici
Nome: Un'Anima del Legno
Abito nel nord ovest dell'Italia. Amo gli alberi, i corsi d'acqua, le montagne, gli animali... I miei interessi sono legati alla natura, all'ecologia, alla sopravvivenza e resistenza urbana per gente come me obbligata a vivere nelle città, al misticismo naturale e nonostante la mia misantropia mi interesso anche di antropologia: la storia e la mitologia delle popolazioni che abitavano l'Europa e l'Eurasia ma specialmente le zone in cui vivo. L'ALBERO come simbolo universale del mio legame con la terra. PERCHE' "RINASCITA PAGANA"? - pagana intesa nel più ampio significato. Una sorta di filosofia e stile di vita lontanissimo da sacrifici (sono vegetariano da 13 anni), religioni organizzate, dogmi e clero, ma anche da scienziati e materialisti a tutti i costi. Quasi ateo, ma vicino alla Terra e al suo ciclo. Tutto quello che troverete scritto qui serve principalmente per me stesso, per fermare i miei pensieri e riflessioni e per informare, chi sia interessato e non dimenticare cose per me importanti.

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venerdì, 14 novembre 2008

Enciclopedia delle entità fatate...

Enciclopedia delle entità fatate... nell'area alpina, Italia del nord e zone limitrofe.

Anche questa nuova (grande) parte è stata "taggata" come sopravvivenza urbana, oltre che come folklore. Il motivo è che sono una testimonianza di un epoca passata in cui credenze religiose, vecchie credenze servivano ancora a confortare l'uomo, non a terrorizzarlo o a sottomettere i suoi simili con i dogmi. A volte leggere libri e scritti al riguardo riesce a consolarmi un pò nella vita di tutti i giorni, a farmi evadere dalla città almeno con la mente e dalla cultura materialista in cui viviamo. Folletti, fate, spiritelli (usualmente questo insieme è chiamato "piccolo popolo") esistono in tutte le culture euro-asiatiche dalla Sardegna al Giappone e sono una testimonianza dell'animismo, primordiale forma di spiritualità che dava un'anima a tutti gli esseri viventi e non. In questo caso, esistendo migliaia di questi strani personaggi.

Possiedo alcuni libri sull'argomento e dividerò la lunga lista per ordine alfabetico, con rimandi e note. Inizio quindi con la alettere A e spero di proseguire presto con le altre. Ogni voce non è definitiva ma sarà arricchita con il tempo di altri particolari. Ogni aiuto sarà ben gradito, quindi commentate o contattatemi pure per segnalare folletti e spiriti non presenti nella lista o per eventuali correzioni.

> A

Alberi - vedi:

Aguane (nord-est Italia). Varianti: Anguane, Agane, Aganis, Guane, Pagane, Oane.
Simili alle Ondine alle Sirene sono una specie di fate/streghe che vive nei pressi di sorgenti, laghi e corsi d'aqua. Dall'aspetto molto seducente a volte, danzanti nude prima di tuffarsi oppure vecchie e spaventose altre volte. Si dice avessero i piedi rivolti al contrario, palmati o caprini, quelle della "Spelonca delle Anguane (VR) erano per metà serpente. Sono rintracciabili in molte leggende e racconti del triveneto e si dice fossero visibili solo di Venerdì.

Alp (ALPI: Germania, Svizzera, Austria, alcune zone del nord Italia). Varianti: Alb, Cianciut, Trude, Drud, Druckerle, Toggeli, Doggi, Mara, Schratt, Walrider, e molti altri.
L'Alp è uno spirito oppressivo notturno, forse benigno in origine, il suo nome deriverebbe dal sassone Alf/Elf e quindi di origine nordica. Questo spirito notturno causa incubi e soffocamento al dormiente mettendosi sul petto. Nel caso di sogni di carattere erotico è identificato come spirito femminile/strega (la Trude). Il suo aspetto non è chiaro: può manifestarsi sotto forma di una piuma, di un gatto o di una bella fanciulla. Può anche trattarsi un essere umano costretto dal fatto a tramutarsi e ad aver bisogno di opprimere qualcuno o di uno spirito di un defunto. In questo ultimo caso bisogna identificare il cadavere che lo ha generato e mettergli un limone in bocca per neutralizzarlo. Si può anche tappare i buchi delle serrature oppure dormire con la luce accesa, visto che l'Alp odia la luce. Sembra che quando questo spirito non si dedichi ad opprimere i dormienti, si fermi a chiedere informazioni ai passanti.

Angeli. In molti casi di avvistamenti di angeli o di madonne nei boschi, nelle grotte, nei pressi di una fonte, si tratta della trasformazione di fate o altri spiriti antichi e nella loro sopravvivenza nell'era cristiana.

Animali - vedi:

Aspio (Trentino). Si tratta di uno strano animale per metà pipistrello e per metà salamandra, velenossissimo bastano le sue esalazioni per provocare la morte. Si trovava nell miniere di pirite di Roncegno Terme (TR).

Aufhocker - vedi: Coboldo, Folletto.

> B

Bambola dei malgari (Alpi occidentali).
I malgari che dovevano stare soli per tutta l'estate sugli alpeggi reagivano alla mancanza di una presenza femminile creando una bambola alla quale davano un nome e del cibo. La bambola allora prendeva vita e svolgeva tutti i lavori femminili oltre che essere ospitata alternativamente nei letti degli alpigiani. In autunno gli uomini gli uomini dovevano tornare a valle ma non volevano portare anche la "creatura". Essa allora pretendeva che uno dei malgari restasse con lei: mentre i compagni lasciavano la malga vedevano che la bambola uccideva il loro compagno, lo scuoiava e stendeva la pelle sul tetto.

Bargniff (Nord Italia).
Strana creatura che viveva lungo i corsi d'acqua, specialmente lungo il Po, rifugiandosi sotto i ponti.

Basadonne (Trentino). Vedi: Uomo Selvatico. Si tratta di uno dei numerosi uomini selvatici, particolarmente mostruoso, figlio di una gallo e di una scimmia. E' ricoperto di peli, ha ali di pipistrello e mani lunghissime. La sua attività principale è quella di importunare le donne sole nei boschi o addirittura di rapirle. Il suo nome credo significhi bacia-donne ed è da notare la somiglianza di nome con l'uomo selvatico dell'area basca Basa Iaun.

Befana (Nord Italia). vedi: Berchta.

Berchta (Alpi) Varianti: Berta, Brechta, Perchta, Befana.
E' una delle figure più importanti e affascinanti del folklore alpino e con molti collegamenti antropologici. Si tratta anche in questo casa di una Fata/Strega (a seconda dei casi). Deriva dalle divinità/dee precristiane dei boschi e dell'inverno rintracciabili ovunque in Europa dalla grecia alla scandinavia, poi man mano diventata malefica con l'avvento del cristianesimo. E' principalmente legata alle origini pre-cristiane dell'epifania e della morte: nel periodo medievale ormai demonizzata si diceva fosse alla guida di una schiera demoniaca costituita dagli spiriti dei bambini morti senza battesimo che vagavano nei 12 giorni tra il natale e l'Epifania. Essa è infatti la nostra Befana ancora oggi così popolare dalle nostre parti. Un'altra delle sue trasformazioni in epoca medievale è quella di protettrice, in realtà spauracchio, delle filatrici che controlla dalla finestra ma che non esita a punire. A quelle pigre, infatti taglia la pancia e la riempie di spazzatura. Con questo nome vengono anche identificati vari personaggi storici/mitici tra il VII e il XII secolo, tra cui la madre di Carlo Magno e la regina Pedoca: Berta dal gran Piede (Vedi: Pedoca).

Bis (Val di Sole - Trentino).
Erano degli esseri unici i Bis: dei draghi minuscoli e alati che infestavano la Val di Sole. Essi volando mordevano i malcapitati iniettando un veleno mortale.

Bragola (Val Cavargna - Lombardia). Vadi: folletti, nani.
I bragola sono piccoli di statura, con lunghe braccia e con un corpo tozzo e ricoperto di pelo. A volte aiutano i contadini nel duro lavoro dei campi, ma loro indole è principalmente burlesca. Essi infatti non riescono a non tirare brutti scherzi ai viandanti solitari facendo urla spaventose, o inseguendoli soprattutto di notte. A volte si introducono nelle abitazioni e ribano cibo: prediligono noci e castagne.

Bregostane (Alpi). Vedi: Uomo Selvatico.
Donne Selvatiche, forse le compagne dei Selvan/Servant. Erano mostruose, ricoperte di peli e dotate di artigli che usavano per uccidere e squartare i malacapitati. Esse infatti amavono mangiare gli intestini umani, soprattutto quelli dei bambini. Esse però non possono esimersi dall'aiutare i boscaioli: per catturarle infatti bisognava fargli mettere le mani in un tronco tenuto aperto da un cuneo. Temono i cani.

Butac (

> C

Canett (Piemonte e nord Italia). I canett sono gli spiriti dei morti, disolito anime dannate, che si spostano per le campagne piemontesi di notte sotto forma di cani neri, grigi a volte bianchi, urlanodo e abbaiando. Imbattersi nella loro corsa notturna è segno di grande sventura e non bisogna assolutamente tagliare loro la strada o cercare di fermarli. Sono conosciuti anche in altre zone del nord Italia con nomi e caratteristiche di poco differenti: catha selvarega, cagnolitt.

Cianciut (Friuli Venezia Giulia). Vedi: Alp.
Versione triestina dell'Alp che oltre a opprimere i dormienti ne succhia il sangue.

Coboldo (Germania, Alpi). Vedi: Folletto.
E' il nome tedesco per indicare i folletti o gli spiriti domestici. Si nasconde, si trasforma in oggetti, piante o animali o rimane invisibile. Non è socevole e in mancanza del padrone di casa controlla ogni cosa anche i famigliari o il personale di servizio, egli infatti può essere onnipresente. La sua statura è quella di un bambino di 3 anni. In generale sono esseri di indole tranquilla ma a volte, come tutti i folletti, possono essere inclini agli scherzi e nascondere gli oggetti. Bisogna tuttavia rispettare il Coboldo perchè è il protettore della casa e tiene lontane malattie e disgrazie.

Crusc (Alpi, Piemonte).
Sono dei tipici nani/gnomi alpini: più piccoli dei bambini ma molto forti escono solo al crepuscolo o nelle giornate nebbiose. Abitano le grotte e i ripari sotto le rocce strapiombanti. Come gli altri gnomi sono in grado di parlare con gli animali e conoscono i segreti delle piante. Hanno una strana particolarità, tengono le dita accavallate le une sulle altre ma soprattutto sono permalosissimi: è sconsigliabile rivolgergli la parola ma soprattut prenderli in giro.

> G

Guane - vedi Anguane

> O

Oane - vedi Anguane

> P

Pagane - vedi Anguane

Pedoca (Piemonte, Alpi). Varianti: Pedoque. Vedi Berta.

La bicicletta e l'inqinamento urbano

La bicicletta  e l'inqinamento urbano

Ho ricevuto via e-mail questo interessante scritto e ho deciso di postarlo qui:

Tra i tanti miti da sfatare c'è quello per cui è meglio andare in macchina  che in bici per proteggerci dallo smog.È dimostrato che è vero il contrario: si respira più smog in auto (in particolar modo durante le fermate/partenze ai semafori), mentre in bici questo
effetto è minore (a patto di non andare a 40 km/h in città, il che presenta però altre
controindicazioni). A scanso di equivoci è bene precisare, comunque, che si respira meglio in un ambiente non inquinato rispetto ad un ambiente inquinato (Catalano)
D´altronde risulta evidente a tutti che un maggiore uso degli spostamenti a piedi, mezzi di trasporto collettivo e bicicletta sia altamente auspicabile dal punto di vista della riduzione dell´inquinamento dei centri urbani. Ciò permetterebbe di eliminare il secondo triste primato che contraddistingue le nostre città a livello europeo: non solo sono le più insicure (dal punto di vista degli incidenti stradali), ma sono anche le più inquinate.
Non è quindi neanche il caso di sottolineare che un maggior uso della bicicletta riduce l´inquinamento veicolare, oltre ad essere più economico e sicuramente più veloce sulle distanze brevi.
Si vuole però ricordare un altro"effetto secondario" dell´uso della bicicletta: fa bene alla
salute! Le persone che usano regolarmente la bicicletta si ammalano di meno e si assentano meno giorni dal lavoro per malattia. Un esercizio moderato ha diversi vantaggi fisici e mentali, quali:
? migliora la regolazione dei zuccheri nel sangue,
? previene l´ipertensione arteriosa,
? riduce l´assorbimento del colesterolo dannoso,
? rafforza il sistema immunitario,
? rafforza il cuore, i muscoli, le ossa e i tendini,
? riduce il rischio di diabete, osteoporosi, problemi cardio-vascolari e cancro,
? riduce stress, tensioni, ansietà e leggere forme depressive.
In particolare studi approfonditi condotti sull´argomento hanno quantizzato quanto segue: il numero di anni di vita guadagnati come risultato dell´uso regolare della bicicletta è 20 volte maggiore degli anni perduti dai ciclisti negli incidenti stradali. Questo naturalmente non ci deve far accettare l´attuale livello di sicurezza della strada,
ma ci deve confermare sulla validità, ma anche sull´utilità della scelta effettuata.


Al riguardo segnalo anche questo sito utile e interessante:
PIEMONTE CICLABILE
http://www.piemonteciclabile.it/
postato da: alberiamici alle ore 14:44 | link | commenti
categorie: bici, sopravvivenza urbana
martedì, 04 novembre 2008

Megaliti e incisioni rupestri ai piedi del Rocciamelone in Val Susa.

Megaliti e incisioni rupestri ai piedi del Rocciamelone in Val Susa.

Ancora una segnalazione importantissima, per quanto riguarda un sito megalitico in zona piemontese, la zona ai piedi del Rocciamelone in val Susa

1) Già conoscevo le incisioni a spirali (gurdare il LINK) che sono tra le più interessanti del Piemonte e d'Italia, ma ancora una volta semi sconosciute. Si tratta di una doppia spirale e di una singola. Incisioni simili a spirale sembra siano legate al ciclo solare e al passare ciclico del tempo (come le ruote solari e la svastica) e sono rintracciabili in tutta Europa, la più famosa forse è la triplice spirale di Newgrange in Irlanda (LINK). La datazione è solitamente fatta risalire ad un periodo in certo che va dal neolitico all'età del rame ma a volte è anche anteriore. La pietra, anche in questo caso, venne cristianizzata infatti sulla destra è visibile il graffito di un Cristo crocifisso, forse graffiato su di un'altra spirale, ora quasi invisibile.
Il masso si trova nel Comune di Mompantero, località Madonna dell'Ecova, quota 710 m.
Danotare che nell'89 il masso venne vandallizzato e una delle spirali cancellata a sassate.

Nella foto qui sotto dal sito www.rupestre.net è visibile il masso prima degli atti vandalici.


2) Sito megalitico di Chiomonte: questo forse è il più incredibile sito che ho scoperto ultimamente. Purtroppo non ho ancora avuto occasione di visitarlo, a quanto ho capito si trova nei pressi della frazione Ramat. Vi si possono trovare vari dolmen e megaliti nascosti tra gli alberi. Probabilmente si tratta di uno dei più grandi insediamenti megalitici delle Alpi. Non ho trovato nulla per quanto riguarda foto o info più dettagliate su internet, ma questo video molto ben fatto: www.shancommunity.org/mdpro/CMpro-v-p-100.html
(Unica puntualizzazione che mi permetto di fare al riguardo del video è questa: attribuire ancora una volta un sito megalitico ai Celti, di molto successivi alla cultura megalitica, dopo averlo datato a 5000 anni fa. Mi scuso con gli autori del video per questa nota che hanno fatto un gran lavoro!).
A Chiomonte si trova anche un museo archeologico (LINK) in cui sono esposti vasi e altri oggetti ritrovati in quest'area.

3) L'intera valle è piena di massi erratici e rocce ricoperte di coppelle, visitate al riguardo il sito già più volte citato www.rupestre.net.

Il Rocciamelone: nei tempi antichi si credeva la montagna più alta delle alpi, a causa della sua forma e per il fatto che parta direttamente dal fondo valle per arrivare a quota 3538. Era sicuramente uno dei monti più sacri agli antichi, come testimonia la concentrazione di megaliti e arte rupestre. Le coppelle potrebbero essere testimonianze di culti sacrificali dedicati alla montagna (come forse anche il nome del monte testimonia). I romani lo dedicarono a Giove Penninus (come per il Cromlech del Piccolo san Bernardo e  per altri monti) e questo mi fa pensare che anche in questo caso il monte fosse in precedenza dedicato da popolazioni celto/liguri e precedenti a Penn/Pennina. Anche oggi ospita sulla cima il santuario più alto d'Europa, dedicato alla Madonna (come avevo già scritto, la dedica alla Madonna solitamente è un indizio di culti pre-cristiani). Il Nome sembra derivare dalle popolazioni proto celtiche e celto-liguri che abitavano questa zona. "Roc" che significa Roccia/Montagna e forse da "Maol" che significa sommità o da "molek" che significa sacrificio.

Rocciamelone

Spero di poter ampliare presto questa voce e di scrivere qualcos'atlro riguardo a questa valle piena di pietre interessanti!

LINKS:
http://www.merlino.org/eupm-003.htm
http://www.rupestre.net/archiv/2/ar27.htm
www.shancommunity.org/mdpro/CMpro-v-p-100.html
postato da: alberiamici alle ore 00:21 | link | commenti (2)
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giovedì, 23 ottobre 2008

Rapporto tra animale umani e animali non umani.

Rapporto tra animale umani e animali non umani.

NOTA PERSONALE: Ho sempre considerato il porre l'uomo in una categoria a se stante come una grandissima assurdità. Mi ricordo alle scuole medie presi un brutto voto perchè insistetti, durante l'interrogazione di scienza, sul fatto che l'uomo era un animale. La professoressa ne fu quasi offesa. Per me era ovvio, siamo fatti esattamente uguali stessa struttura delle ossa stesse muscoli di un qualsiasi altro mammifero: non mi sembrava possibile che una proffessoressa di scienze non si rendesse conto di una cosa simile. Quando andavo al paese di mio nonno in montagna (paese in cui la gente viveva ancora molto primitivamente confronto a noi) passavo ore vicino ai conigli e specialmente ad un vitellino (oltre che tra gli alberi ovviamente). L'anno dopo venni a sapere che il mio amico era stato macellato. Avevo circa 12 anni credo e cominciai allora a pensare seriamente che non volevo più nutrirmi di esseri uccisi per la me. Sono riuscito a diventare completamente vegetariano a 17 anni, ora lo sono da 13 anni, e per me è la cosa più naturale del mondo.

Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in un bellissimo mito degli indiani ojibway (Link su wikipedia): gli Ojibway erano cacciatori/raccoglitori e ovviamente vivevano  anche in un contesto in cui la caccia era fondamentale (tuttavia il loro rispetto per la natura era profondissimo, molto più profondo del più coerente ambientalista odierno. Eccolo qui:

"Molti e molti anni fa gli uomini potevano parlare con gli animali, tanto erano amici tra di loro. Gli animali capivano gli uomini e noi capivamo loro, ma ad un certo punto gli uomini furono costretti dalle circostanze a cacciare gli animali per nutrirsi. In seguito a questo fatto noi umani iniziammo ad ammalarci. Quello che era successo è che tutti gli animali, compresi i pesci, si erano arrabbiati con noi, perchè li cacciavamo, e per questo noi ci ammalavamo del male del cervo e del male del pesce.
La nostra gente decise di tenere un consiglio ricevendo tutti gli esseri a quattro zampe, le creature della acque e quelle che volavano nell'aria. Facemmo loro delle offerte e poi iniziammo a parlare in questo modo: 'Cari parenti, abbiamo grande bisogno di voi per vivere. Quando cacciamo, cerchiamo di uccidervi in fretta per non farvi soffrire. Con il passare del tempo i nostri corpi giaceranno nella nostra Madre Terra e da loro crescerà qualcosa, in modo che i nostri parenti animali possano trarne nutrimento. Si verrà a creare un ciclo, uno scambio per la continuazione di tutte le forme di vita. Per questo vi chiediamo di liberare la nostra gente dalla malattia che ci procurate'.
Gli animali approvarono le nostre parole e ci insegnarono come curare le malattie, dandoci il permesso di cacciarli,  perchè sapevano che non li avremmo uccisi per puro piacere, avevamo bisogno di loro per dar da mangiare alla gente affamata e avremmo usato ogni parte dell'animale per la nostra sopravvivenza. Sinchè mantenemmo la nostra parola non ci colpì nessuna malattia".

Secondo me è una leggenda bellissima da cui non voglio tirare fuori qui nessuna morale. La cosa che mi piace di più è che anche agli animali venivano attribuiti poteri  magici, anche loro forse avevano i loro sciamani. Ora non resisto e per contrasto riporto un passo della bibbia che viene molte volte nominata come simbolo di civiltà superiore:

"Poi iddio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo nostra somiglianza Domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e sopra tutti i rettili che strisciano sopra la terra. (...) Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e su tutti gli animali che si muovono sopra la terra. Iddio disse ancora: Ecco io vi do ogni pianta che fa seme su tutta la superficie della terra, e ogni albero fruttifero che fa seme: questi vi serviranno per cibo". (Genesi 1.26)

Non commento nemmeno questo che è meglio.
sabato, 18 ottobre 2008

ALTRI MEGALITI TRA PIEMONTE E LIGURIA

ALTRI MEGALITI TRA PIEMONTE E LIGURIA

mentre cercavo su google mi sono imbattuto in questa pagina un pò folkloristica, in cui però sono nominati alcuni menhir, megaliti e incisioni che ancora non conoscevo:

Nel Monregalese:

> un menhir presso il Lago Ratoira in alta Valle Ellero (mai visto, ma che già conoscevo);
> uno presso Frabosa Sottana;
> incisioni rupestri presso Malanotte, la Bisalta e Bellino di Frabosa Sottana;
> una croce litica orizzontale presso il M.Seirasso
> il sito archeologico di Montaldo, con tredici coppelle nella roccia.

questo è il link:
http://www.mentelocale.it/viaggi_sport/...

menhir del lago della ratoira Qui invece ho trovato una foto del menhir del lago ratoira e un sito con un percorso per andarlo a visitare: LINK PERCORSO


...e gia che ci sono segnalo anche il Cromlech di San Martino sempre in quell'area: Ne ho trovato notizia sul fantastic sito megalithic portal. Anche questo non l'ho mai visitato purtroppo e si trova in un'area privata. Leggo con tristezza sta lentamente venendo demolito. Possibile leggere cose del genere nel 2008?
postato da: alberiamici alle ore 12:25 | link | commenti (2)
categorie: pietre, incisioni rupestri, megalitismo, pietre piemonte
sabato, 30 agosto 2008

Sopravvivenza urbana: La bicicletta!

Sopravvivenza urbana: La bicicletta!

E' da tanto che volevo iniziare a scrivere qualche cosa sui modi più diretti e semplici con cui sopravvivere (specialmente se come me si abita in città) al meglio in questa società velenosa. Ad esempio andare a piedi o in bicicletta il più possibile, coltivare piante, erbe e fiori sul balcone e ovviamente non sprecare energia, riciclare, ecc... Inizio oggi con la BICICLETTA e l'orrore delle automobili!



La bicicletta è un veicolo fantastico, che ci permette di fare tantissima strada con poco sforzo, senza dovere utilizzare nessun tipo di energia se non quella delle nostre gambe! Non ci permette di andare troppo veloci e costa pochissimo! Non ci assorda con il rumore, ci permette di essere sempre a contatto con il mondo circostante (non chiusi e isolati ermeticamente come all'interno di un'automobile). La bicicletta è simbolo di libertà assoluta, e ci dona da sola il buon umore! In oltre pedaliamo sempre su 2 RUOTE SOLARI raggiate!

Anche se la scelta migliore è sempre quella di muoverci solamente a piedi, la bici è uno strumento essenziale per chi vuole rinunciare a quel mezzo orribile chiamato AUTOMOBILE! Il delirio teconologico, l'americanizzazione ci hanno portato sempre più ad essere dipendenti dalle automobili. Mezzi inquinanti, assassini di persone (altro che criminalità) e di tutti gli altri animali (le strade sono un triste cimitero) , di alberi e piante (la cementificazione per costruire autostrade e parcheggi) e distruttori del sistema sociale, chiusi al sicuro dei nostri abitacoli niente più ci interessa! Tutte le città del mondo, occidentali e non, sono un inferno di gas e di lamiere. Anche se nei paesi più civili e con un certo livello culturale (escludiamo del tutto l'Italia) si incomincia a vedere una certa inversione di tendenza.

Una bicicletta è bellissima! Ci vuole solo un pò di abitudine e un minimo di attenzione: procurarsi una bici che funzioni in modo decente, magari con un capiente portapacchi, gomme adatte, un buon luchetto! Io ormai la uso da anni per spostarmi in città, per andare a fare la spesa, per fare qualsiasi cosa!
I miei amici olandesi le usano anche per spostarsi la sera da città a città, ma loro hanno i percorsi ciclabili sicuri ovunque! Se avete una bici adatta potete anche usarla per andare nei boschi più lontani senza offendere gli spiriti che li abitano!

Espanderò questo post prima possibile!
postato da: alberiamici alle ore 15:49 | link | commenti (2)
categorie: bici, sopravvivenza urbana
venerdì, 08 agosto 2008

La pietra guaritrice di Santa Varena - Villa del Foro (AL)

La pietra guaritrice di Santa Varena
Villa del Foro - Alessandria

chiesa di Santa Varena (Villa del Foro - AL)
Non sono impazzito in questo periodo, torno a parlare di chiese e di sante cristiane per un motivo: la sopravvivenza dei culti pagani, naturali e precristiani nascosti in luoghi e usanze apparentemente cristiane. Avevo già parlato del santuario di Oropa e della Pietra della Vita che si trova in quel luogo, ora torno a parlare di qualche cosa di molto simile. Sempre in Piemonte, sempre pietre guaritrici. Anche in questo caso una pietra legata al lato femminile e alla natura.

A pochi chilometri da Alessandria si trova l'abitato di Villa del Foro, un tempo uno dei centri, celto-liguriprima e romani dopo, più importanti della zona precedenti alla fondazione del capoluogo (da visitare il museo dedicato alle antichità). Nella piazzetta al centro del minuscolo sobborgo si trova la chiesa dedicata a San Baudolino (patrono di Alessandria) e a Santa Varena appunto. Sul lato sinistro in basso, si può vedere un masso affiorare dall'intonaco. Anche n questo caso ci troviamo di fronte a una delle tante Pietre Guaritrici e del Megalitismo Piemontese che si trovano in queste zone.


Pietra di Santa Varena (Villa del Foro - AL)Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante. La santa di origine elvetica  si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto visse per anni nel nord Italia e oltralpe compiendo miracoli.  Avrebbe infatti "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, e avrebbe ordinato di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice".

La spiegazione più sensata al riguardo della Pietra e della sua leggenda, è che essa fosse un un menhir, singolo o parte di un complesso megalitico, o forse semplicemente un masso sacro agli antici, come abbiamo visto in altri casi, e data la persistenza del culto così radicato anche in epoca cristiana, impossibile da estirpare, sia stata cristianizzato con la costruzione di una chiesa su di esso e con l'associazione alla santa. Da notare che si tratta di una santa e non di un santo. Come abbiamo visto, nonostante tutto, il culto è arrivato fino a noi e la chiesa ha per una volta contribuito a conservare un megalite che altrimenti sarebbe probabilmente scomparso.

Come arrivare:

L'uscita autostradale più vicina è quella di Alessandria Est, da qui seguire per Alessandria - Centro e passati il ponte svoltare sulla destra e proseguire verso Villa del Foro/Oviglio. Anche in bicicletta è velocemente raggiungibile.

Links:

La pietra guaritrice di Villa del Foro.

Libri:

> Guida ai luoghi misteriosi d'Italia - Umberto Cordier.
> L'italia dell'Insolito e del Mistero.
sabato, 28 giugno 2008

IL NOCE DI SAN GIOVANNI, Trisobbio (AL)

IL NOCE DI SAN GIOVANNI, Trisobbio (AL)

E' meno conosciuto di quello di Benevento, ma è ancora li. Anche quest'anno a San Giovanni il noce è tornato a fiorire. Un'altra leggenda in cui è facile rintracciare la persistenza di culti legati agli Alberi. Si trova nei pressi di Trisobbio, in provincia di Alessandria, in mezzo ad una vigna dove si incontrano le strade provenienti da Ovada e Cremolino. Il noce centenario sembra secco, senza nemmeno una foglia, come si vede in foto, ma ogni anno nei giorni a cavallo del Solstizio d'Estate torna "miracolosamente" a fiorire, coprirsi di foglie e poi dare eccellenti frutti. E' parte della leggenda popolare della zona. Si dice che la Notte di San Giovanni appunto, tutte le Masche, le Feighe e le Strié della zona si dessero appuntamento sotto questo noce per celebrare il sabba più importante di tutto l'anno in compagnia del loro Signore Cornuto.

Noce di San Giovanni a Trisobbio
Anche quest'anno il noce ha ripreso a fiorire!

IL SABBA: Recentemente gli studiosi dell'Accademia Urbense hanno scoperto un manoscritto trovato tra le pagine di un atto notarile di fine '700. In esso sono identificate tutte le streghe (in zona meglio conosciute come Masche!) che vi si recavano: quelle dei Bacchetti (località di silvano d'orba), la giovane di Varo di Tagliolo, almeno due di Bric Trionfo. Un'altra veniva sicuramente dal bosco di Bandita e una da Battagliosi. Una Feiga che partecipava al Sabba abitava precisamente vicino alla Cappella di Santa Caterina di Montaldello. Un'altra veniva dai Setteventi di Belforte e poi alcune arrivavano dalla Valle dell'Albara, dalla Valle Scura di Lerma (dal campanile), da Mascatagliata (il nome di questa località ovviamente mi ha sempre colpito) dai boschi della Colma e da quelli di Capanne di Marcarolo e quelle della Val Bormida che l'Inquisizione non era riuscita a debellare. Per ultimo arrivava il Diavolo! (o meglio il Cornuto Dio dei Boschi!). Tutti gli anni, anche se il tempo era bello, all'avvicinarsi di mezza notte il cielo si faceva scuro, le stelle sparivano e arrivava un vento "del diavul". Finita la riunione il Noce poteva finalmente riprendere a fiorire in tutto il suo splendore. Per preti e credenti il motivo era che finalmente dopo la "congrega" il Noce veniva liberato dalla oscura magia, per altri erano proprio le Masche che ogni anno tornavano per restituire la vita al sacro Noce!

Per andare a trovare il Noce qui c'è una mappa dettagliata:
www.funghiitaliani.it/index.php?act=Print&client=printer&f=21&t=48134
lunedì, 23 giugno 2008

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.
Come il suo compagno Belisama era adorata in Europa continentale dall'Illiria alle isole britanniche, da Iberi, Liguri e Celti ed era la Dea del Fuoco, quindi importantissima.
E' stata collegata a Brigid e poi in periodo Gallo-Romano con la dea Minerva.
Era connessa anche con la luce, con le arti e con i corsi d'acqua. Molte sono le iscrizioni trovate a lei dedicate. Famose quelle di  Vaison-la-Romaine in Provenza che indica la dedica di un Nemeton (bosco sacro) alla divinità, e quella di Saint-Lizier in Aquitania che la associa appunto a Minerva.
In epoca romana, il fiume Ribble in Inghilterra era conosciuto con il nome di Belisama. Anche lei veniva fessteggiata il 1° Maggio (Beltane).
Il Biancospino era la pianta sacra alla Dea, con la quale avrebbe segnalato a Belloveso il luogo in cui fondare Milano. Sempre legata alla fondazione di Milano e alla Dea era la Scrofa bianca, animale sacro e simbolo della città Lombarda che venne in seguito maschile transformandosi  nel Cinghiale Bianco, sacro al dio Lugh.
Molto interessante è notare che alla Dea, come abbiamo visto più su, erano dedicati Nemeton: questa usanza continua ed è arrivata fino a noi tramite le cappellette che ancora oggi si trovano in campagna di solito all'inizio o all'interno di un bosco o di quello che un tempo lo era. Al loro interno si trova sempre una Madonna a cui si offrono fiori freschi.

LINKS:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma


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categorie: europa, divinità, liguri, boschi sacri

BELANU - Divinita' solare della luce.

BELANU - Divinita' solare della luce.



Il mio amico Maba, l'altro ieri, per il solstizio mi ha mandato gli auguri con una dedica a Belanu. Conoscevo questa divinità solare principalmente perchè ne avevo letto come una delle poche divinità conosciute adorate dai Liguri (come Penn/Pennina di cui parlerò prima possibile!) e così ho voluto fare una ricerca riprendendo in mano qualche libro che avevo in casa in bilblioteca e su internet naturalmente. Belanu deriva dall'indoueropeo "Bel" che significa "luminoso", "Brillante" ed era una divinità legata ai culti solari. Belanu più tardi era conosciuto in area ed epoca Gallo-Romana come Apollo Belenus, una versione locale dell'Apollo mediterraneo perchè come la più famosa divinità era guaritore e dio del sole (sempre più chiare le connessioni tra dei celtici, greco-romani, nordici, ecc...). In realtà è una delle più antiche divinità protoceltiche conosciute ed era adorato nelle aree abitate da queste antiche popolazioni (Nord della penisola iberica, Gallia transalpina, Gallia cisalpina, Austria, Illiria e Britannia) e quindi inseguito da Iberi, Liguri e Celti. E' probabile che fosse lo stesso dio venerato nell'Inghilterra del nord come Belatu-Cadros e ha molti collegamenti con Lugh il cui nome significa infatti "splendente", adorato in Irlanda. Luoghi di culto dedicati a B. erano numerosissimi e si possono ricordare iscrizioni e santuari a lui dedicati scoperti a Marsiglia, Nimes, Aquileia, in Carnia, in Piemonte, Kirkby Lonsdale, ecc...
Belanu era noto per la sua influenza sulla luce solare, sui cicli stagionali, sull'agricoltura, sulla temperatura, sull'allevamento e su ogni attivita' umana dell'epoca protostorica europea. Per questo è legato ai solstizi e ad altre ricorrenze stagionali (specialmente al 1° Maggio, festa della luce nota in area celtica con il nome di Beltane - "Bel" anche qui, fuoco-luminoso appunto ) ed'è indelebilmente rintracciabile nell'usanza ancora esistente nelle usanze contadine di tutta Europa di accendere fuochi e falò per queste feste.

Era conosciuto anche come: Belenos, Belinos, Belinu, Belinus, Belenus, Bellinus, Belus, Bel.

Belanu aveva una compagna chiamata Belisma.

Libro:
Dizionario di Mitologia Celtica - Miranda J. Green

Links:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu
http://en.wikipedia.org/wiki/Belenus (in inglese più completo)


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