Chi sono

Blogger: alberiamici
Nome: Un'Anima del Legno
Abito nel nord ovest dell'Italia. Amo gli alberi, i corsi d'acqua, le montagne, gli animali... I miei interessi sono legati alla natura, all'ecologia, alla sopravvivenza e resistenza urbana per gente come me obbligata a vivere nelle città, al misticismo naturale e nonostante la mia misantropia mi interesso anche di antropologia: la storia e la mitologia delle popolazioni che abitavano l'Europa e l'Eurasia ma specialmente le zone in cui vivo. L'ALBERO come simbolo universale del mio legame con la terra. PERCHE' "RINASCITA PAGANA"? - pagana intesa nel più ampio significato. Una sorta di filosofia e stile di vita lontanissimo da sacrifici (sono vegetariano da 13 anni), religioni organizzate, dogmi e clero, ma anche da scienziati e materialisti a tutti i costi. Quasi ateo, ma vicino alla Terra e al suo ciclo. Tutto quello che troverete scritto qui serve principalmente per me stesso, per fermare i miei pensieri e riflessioni e per informare, chi sia interessato e non dimenticare cose per me importanti.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
lunedì, 23 giugno 2008

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

BELISMA, Belisama, dea del Fuoco!

Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.
Come il suo compagno Belisama era adorata in Europa continentale dall'Illiria alle isole britanniche, da Iberi, Liguri e Celti ed era la Dea del Fuoco, quindi importantissima.
E' stata collegata a Brigid e poi in periodo Gallo-Romano con la dea Minerva.
Era connessa anche con la luce, con le arti e con i corsi d'acqua. Molte sono le iscrizioni trovate a lei dedicate. Famose quelle di  Vaison-la-Romaine in Provenza che indica la dedica di un Nemeton (bosco sacro) alla divinità, e quella di Saint-Lizier in Aquitania che la associa appunto a Minerva.
In epoca romana, il fiume Ribble in Inghilterra era conosciuto con il nome di Belisama. Anche lei veniva fessteggiata il 1° Maggio (Beltane).
Il Biancospino era la pianta sacra alla Dea, con la quale avrebbe segnalato a Belloveso il luogo in cui fondare Milano. Sempre legata alla fondazione di Milano e alla Dea era la Scrofa bianca, animale sacro e simbolo della città Lombarda che venne in seguito maschile transformandosi  nel Cinghiale Bianco, sacro al dio Lugh.
Molto interessante è notare che alla Dea, come abbiamo visto più su, erano dedicati Nemeton: questa usanza continua ed è arrivata fino a noi tramite le cappellette che ancora oggi si trovano in campagna di solito all'inizio o all'interno di un bosco o di quello che un tempo lo era. Al loro interno si trova sempre una Madonna a cui si offrono fiori freschi.

LINKS:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma


postato da: alberiamici alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: europa, divinità, liguri, boschi sacri

BELANU - Divinita' solare della luce.

BELANU - Divinita' solare della luce.



Il mio amico Maba, l'altro ieri, per il solstizio mi ha mandato gli auguri con una dedica a Belanu. Conoscevo questa divinità solare principalmente perchè ne avevo letto come una delle poche divinità conosciute adorate dai Liguri (come Penn/Pennina di cui parlerò prima possibile!) e così ho voluto fare una ricerca riprendendo in mano qualche libro che avevo in casa in bilblioteca e su internet naturalmente. Belanu deriva dall'indoueropeo "Bel" che significa "luminoso", "Brillante" ed era una divinità legata ai culti solari. Belanu più tardi era conosciuto in area ed epoca Gallo-Romana come Apollo Belenus, una versione locale dell'Apollo mediterraneo perchè come la più famosa divinità era guaritore e dio del sole (sempre più chiare le connessioni tra dei celtici, greco-romani, nordici, ecc...). In realtà è una delle più antiche divinità protoceltiche conosciute ed era adorato nelle aree abitate da queste antiche popolazioni (Nord della penisola iberica, Gallia transalpina, Gallia cisalpina, Austria, Illiria e Britannia) e quindi inseguito da Iberi, Liguri e Celti. E' probabile che fosse lo stesso dio venerato nell'Inghilterra del nord come Belatu-Cadros e ha molti collegamenti con Lugh il cui nome significa infatti "splendente", adorato in Irlanda. Luoghi di culto dedicati a B. erano numerosissimi e si possono ricordare iscrizioni e santuari a lui dedicati scoperti a Marsiglia, Nimes, Aquileia, in Carnia, in Piemonte, Kirkby Lonsdale, ecc...
Belanu era noto per la sua influenza sulla luce solare, sui cicli stagionali, sull'agricoltura, sulla temperatura, sull'allevamento e su ogni attivita' umana dell'epoca protostorica europea. Per questo è legato ai solstizi e ad altre ricorrenze stagionali (specialmente al 1° Maggio, festa della luce nota in area celtica con il nome di Beltane - "Bel" anche qui, fuoco-luminoso appunto ) ed'è indelebilmente rintracciabile nell'usanza ancora esistente nelle usanze contadine di tutta Europa di accendere fuochi e falò per queste feste.

Era conosciuto anche come: Belenos, Belinos, Belinu, Belinus, Belenus, Bellinus, Belus, Bel.

Belanu aveva una compagna chiamata Belisma.

Libro:
Dizionario di Mitologia Celtica - Miranda J. Green

Links:
http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu
http://en.wikipedia.org/wiki/Belenus (in inglese più completo)
venerdì, 20 giugno 2008

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

Domani sarà il solstizio d'estate, il giorno più lungo di questo 2008.
Il solstizio d'estate nell'emisfero Nord, il 21 giugno, (nell'emisfero Sud il 21 o 22 giugno) è la data del dì più lungo dell'anno, e di conseguenza della notte più corta. Al momento del solstizio, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro. Rappresentando l'inizio dell'Estate è sempre stato nella storia occasione di feste.
Ancora oggi sono molte le usanze superstiti in Europa. I fuochi della notte di sant'Antonio ad esempio. Fino a pochi anni fa (ma in alcuni posti ancora oggi) la notte della vigilia del solstizio, specie in montagna si accendevano grandi falò. Che io sappia le zone in cui questa data ancora oggi è la più sentita è il nord-europa: il Midsummar svedese per esempio. Feste, fuochi e danze attorno al classico albero, prima della mezzanotte i bambini addobati da streghe e da antiche divinità silvane girano per le case a chiedere monete e dolcetti. Usanza popolarissima ancora oggi.

midsommar - svezia

Il solstizio d'estate è in fine una festività principalmente femminile, infatti è una festa della terra e della fertilità (massima luce, raccolti, ecc...) ed è per questo che è stato così duramente avversata dalla chiesa: si diceva infatti che nella notte di san Giovanni le streghe volassero al Sabba. E' anche una festa con un velo di tristezza in quanto si sa che da questo momento le giornate incominceranno di nuovo ad accorciarsi e ci si avvia di nuovo verso le tenebre invernali.

I Calendari di Pietra

Molti dei cerchi di pietra, allineamenti o monumenti megalitici d'Europa, sono allineati con il sorgere del sole durante i solstizi. Tra i più famosi ricordiamo: Stonehenge in Inghilterra allineato con quello d'estate e Newgrange in irlanda, allineato con quello d'inverno. Ma anche se gran parte dei centri megalitici in europa centrale e in particolare nelle nostre zone siano in gran parte scomparsi, non occore andare così lontano. Ad esempio il Cerchio del piccolo San Bernardo, posto esattamente sul confine tra Francia e Italia, è visibile ancora oggi malgrado i degradi irreparabili commessi durante la realizzazione della strada carrozzabile (come al solito). Anch'esso era allineato con il sorgere del sole di questo giorno. Anche il centro Italia, lo studioso Giovanni Feo (interessantissimo il suo libro "Geografia Sacra" - stampa alternativa), ha recentemente scoperto moltissimi siti megalitici in queste zone legate a culture pre-etrusche e per ora sconosciute ma sicuramente collegate alle altre zone d'Europa e del Mediterraneo.

Cerchio di Poggio Rota

Come festeggiare oggi il Solstizio d'Estate?

Ecco i miei consigli, come penso di fare io: Se oggi vogliamo celebrare la Ruota dell'anno durante il giorno di suo massimo splendore, la Terra, la Dea o semplicemente il giorno più luminoso dell'anno da perfetti atei possiamo prima di tutto fare a modo nostro! Ricordacene, come facevano i nostri antichi avi e magari fare un sentito brindisi a mezzanotte e dedicare la nostra bevuta a chi sentiamo di doverlo dedicare e cercare di essere più allegri possibile!
Magari riprometterci di piantare un albero e di riavvicinarci il più possibile alla ruota dell'anno con le sue stagioni. Usare meno possibile la macchina e di consumare meno possibile le fonti di energia e di sprecare meno. Queste sono le cose più importanti. Per il resto in Italia non credo ci sia un vero movimento spirituale-naturale abbastanza popolare come per esempio in Inghilterra in cui gente dalle motivazioni diverse si ritrova tutti gli anni a Stonehenge e negli altri luoghi (guardate la galleria d'immagini, gente di tutti i tipi) e onestamente cercando per i siti, mi sembra che le comunità italiane siano a volte (per i miei gusti) un pò troppo legate e al fantasy e purtroppo a volte a deliranti movimenti di destra.
Secondo me il modo migliore, se vi sentite un pò mistico-naturalisti (e di nuovo ripeto: di qualsiasi tipo!) sarebbe meglio stare in zona, non usare la macchina o l'aereo sia perché inquinano tantissimo, sia perché così potrete avvicinarvi di più alla vostra terra, trovare un bel posto, un cerchio di pietre (ci sono, cercateli) o un posto in cui sapete che ce ne fossero, o un bel prato un boschetto, un monte da cui se vede sorgere il sole. Oppure visto che poi, lo so, ci si trova da soli a casa o con amici a cui non interessa, si può festeggiare (come dicevo prima) con un brindisi, accendere un piccolo fuoco, una candela sul balcone o sulla finestra, tanto per riavvicinarsi a queste cose e magari aspettare che il sole sorga! Questo mi sembra semplice e fattibile e a me sicuramente rende la vita un pò più felice.

Libro consigliato:
"I riri del solstizio" by Richard Heinberg edito in Italia da Ed. Mediterranee, molto hippy, ma interessante.

Links:
http://www.ginevra2000.it/fiori/Fiori_Leggende/Giugno.htm
http://www.trigallia.com/solstizio_estate.asp
(eng)
Feste e ritrovi a Avebury e Stonehenge.
Ciclisti nudisti per il solstizo d'estate!
martedì, 13 maggio 2008

Divinità: Cernunnos

Divinità: Cernunnos.

Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:

1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...

2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.

Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco. 

La rappresentazione più antica è probabilmente quella trovata in Val Camonica che risale, sembra, al quarto secolo avanti cristo, mentre la più conosciuta si trova sul famoso calderone di Gundstrup della Danimarca pregermanica e risalente al primo secolo a.c. che però venne costruito da artigiani in quella che oggi è la bulgaria. Un'altra rappresentazione è quella del Pilier des nautes ("Pilastro dei barcaioli") a Parigi in cui si legge il nome Cernunnos. Ve ne sono molte altre anche se non tutte sicure.

CERNUNNOS sul calderone di Gundestrup

Cernunnos era la divinità naturale dei boschi, degli animali e degli istinti primordiali dell'uomo, rappresentato con le corna di cervo di solito con un torques al collo, uno in una mano ed un serpente nell'altra circondato da animali. Era sicuramente adorato dalle popolazioni celtiche delle gallie ma si pensa che il suo culto sia anteriore, il famoso "dio cornuto" indoeuropeo simile a Pan e sicuramente connesso con Dioniso in grecia e con Shiva in India (vedi la fortissima somiglianza con la rappresentazione di Pashupati "proto-shiva" trovata a Mohenjo-daro qui sotto).

Proto Shiva - Mohenjo-daro

Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di  A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane. 

Per approfondire:

Cernunnos su wikipedia:

 

postato da: alberiamici alle ore 14:34 | link | commenti (1)
categorie: europa, paganesimo, divinità
venerdì, 25 aprile 2008

Il Platano di Napoleone

Il Platano di Napoleone

Anche conosciuto come "albero o pianta di Napoleone" o, soprattutto fuori zona, come "Platano di Alessandria, è uno degli alberi più gandiosi d'Italia. La leggenda dice sia stato piantato da Napoleone dopo la famosa battaglia di Marengo, quando Bonaparte vincitore venne considerato un liberatore e poi per un certo periodo il Piemonte divenne parte della Francia...

 Platano di Alessandria

Come si diceva è uno degli alberi monumentali più gandi d'Italia: oggi circa 40 metri di altezza per quasi 8 di circonferenzza alla base. Si tratta di un Platano Orientale (Platanus Orientalis L.) originario del mediterraneo orientale, stranamente in questo punto ha trovato il posto ideale per svilupparsi fino a raggiungere queste dimensioni. E' considerato uno degli alberi monumentali più importanti del Piemonte e d'Italia, ma...

MA...

E' una vera pena vederlo così, l'imperatore degli alberi, oggi stretto in uno svincolo, una rotonda, una statale e la tangenziale alla periferia di Alessandria. Attaccato al guardrail, assediato dalla auto 24 ore su 24: praticamente impossibile da avvicinare a chi voglia visitarlo o portargli i propri omaggi o doni. Oggi sembra quasi troppo imponente, un ostacolo per gli automobilisti che nemmeno lo vedono o lo guardano solo come un'ostacolo. Mio progetto è organizzare una festa annuale a LUI dedicata, un compleanno, in cui EGLI sia avvicinabile e venga giustamente celebrato!!!  

postato da: alberiamici alle ore 11:03 | link | commenti
categorie: europa, albero
lunedì, 21 aprile 2008

Le Antiche Pietre in Piemonte

Le Antiche Pietre in Piemonte (e zone circostanti).

Pietre: Megalitismo, Menhir, Dolmen, Cromlech, incisioni rupestri, Pietre sacre o magiche: sono presenti sul territorio europeo con maggiore frequenza in zone come le isole britanniche e il nord ovest della francia ma anche in Asia, nord Africa e altri luoghi sparsi per il mondo. Pochissimo si sa al riguardo delle "Civiltà Megalitiche", non furono i druidi o i celti come si era pensato... (questo argomento verrà approfondito in altro post)

In alcune zone queste antiche testimonianze di pietra vengono seriamente catalogate e salvaguardate da anni, in altre zone non vengono quasi prese in considerazione e con il passare degli anni vengono distrutte o fatte sparire. Questo è il caso della zona che ci interessa: il Piemonte e le zone limitrofe.

Le radici preistoriche e  protostoriche di questa zona sono strettamente legate con quelle del sud est della francia, della Liguria, parte della Lombardia e della Svizzera attuali, che una volta costituivano un'area abbastanza omegenea abitata da popolazioni "Liguri" e "Celto-Liguri" (anche questo verrà approfondito).

Il gruppo di opere megalitiche di questa zona (molto spesso dimenticato) è chiamato "groupe d'alpes provence".

Megalitismo in Piemonte da Ecospirituality FOundation

Perchè rispetto ad altre zone il megalitismo in Piemonte è semi sconosciuto?

Come molte altre persone ho iniziato ad interessarmi a questo argomento anni fa, leggendo dei luoghi più famosi come Stonehenge, Newgrange o Carnac, per poi arrivare alle steli della Lunigiana per esempio e a scoprire la presenza di luoghi incredibli così vicini a casa mia. La ricerca di questi luoghi non è facile, praticamente non esistono guide e se uno non conosce le zone è praticamente impossibile trovarli.

Ma come mai?

Parlando di MEGALISTISMO vero e proprio si trattava di monumenti antichissimi già al momento delle invasioni romane nella Gallia Cisalpina (200 a.c. circa). E' probabile che fino a quel momento questi luoghi fossero ancora tenuti in considerazione come luoghi sacri o come osservatori legati al ciclo stagionale. Queste furono zone in cui i romani compirono veri e propri genocidi, alcune popolazioni liguri vennero praticamente cancellate (Esempio gli Statielli) e quando si insediarono qui imporatarono il loro tipo di colture più industriali e le loro divinità, demolendo probabilmente molti dei luoghi pre-esistenti che dovevano sembrare solo mucchi di pietre. Tuttavia i romani erano pagani e nella maggior parte dei casi assimilarono alcune divinità locali o unificarono le equivalenti (Es. Penn o Pennina divenne Giove Pennino). Il disastro più grande avvenne ovviamente con la cristianizzazione: come si sa alberi e boschi sacri vennero sradicati, pietre rase al suolo (nei casi in cui questo era impossibile vennero ricoperti di croci incise o su di essi vennero erette chiese - Pietra della vita a Oropa, Pietra di Santa Varena nei pressi di Alessandria). Famose le varie condanne medioevali contro l'adorazione di Alberi, Fonti e Pietre che tuttavia non riuscirono mai ad essere del tutto cancellate. Era usanza in Svizzera fino al secolo scorso, distruggere le pietre erette o che recassero incisioni che contadini e viandanti trovavano lungo il loro cammino, perchè bruttissime e ovviamente legate al maligno. Gran parte degli allineamenti e dei cerchi di pietre o menhir vennero distrutti (alcuni continuano ad essere distrutti anche oggi tra l'indifferenza generale) per fare posto a campi, coltivazioni strade, o ricoperti da nuove costruzioni. Avevo sentito che molti di questi luoghi in Piemonte vennero distrutti ancora negli anni '70 per fare spazio a delle vigne.

Un altro fattore culturale importantissimo, è stata la "cultura di stato" considerata come ROMANA o comunque classica a tutti costi. Per molti anni e in parte ancora oggi è stato considerato vergognoso ammettere le proprie discendenze "barbare". Quindi tutto quello che non è "romano" viene ancora oggi considerato poco ineteressante... idea idiota che a fatto si che per chi abita in zone come questa (Piemonte e Nord Italia, Puglia per esempio ma anche per un romano, cosa sa dei propri avi pre-romani?) sia praticamente impossibile conoscere le proprie origini e anzi che la maggiorparte di essi sia ne sia del tutto allo scuro. Ovviamente il disastro totale venne portato a compimento durante il fascismo.

Ultimo ma forse più importante motivo è quello più semplice. Le caratteristiche geografice montuose e collinari e il tempo. In queste zone la sedimentazione in fondo valle e in pianura si forma molto velocemente o dilavamento cancella ogni tracce nelle zone più alte. E' possibile trovare le fondamenta di chiese vecchie di pochi centianaia di anni sotto alcuni metri di terra, fuguariamoci pietre difficilmente riconoscibili da pietre naturali vecchie di migliaia di anni!

Mano a mano parlerò di alcuni luoghi ancora visibili e visitabili di questa zona uno per uno. La Tag da cliccare sarà PIETRE PIEMONTE qui a destra.

giovedì, 17 aprile 2008

Il Faggio

IL FAGGIO:

tutti gli alberi sono bellissimi, non posso dire di preferirne uno però il faggio è uno di quelli a cui sono più affezionato. A metà strada salendo sul Monte Pelpi (in provincia di Parma) c'era un prato con un grosso Faggio (spero ci sia ancora!) sotto cui andavo sempre a sedermi o a giocare. Una volta presi un ramo caduto e con coltellino e poi lima a casa ne feci un manico di un martello. Mio nonno ne fu molto fiero perchè era venuto benissimo e lo uso ancora oggi!!!

faggio apennino ligure

 

 

 

 

 

 

Il Faggio (fagus sylvatica) vive tra i 900 e i 1500 metri di quota, può raggiungere i 35 metri di altezza. E' facilmente riconoscibile per la sua corteccia grigia e liscia, le foglie sono ovali fiorisce verso aprile/maggio. I suoi frutti, le faggiole, sono simili a piccolo castagne piramidali, che grantiscono la sussistenza agli animali del bosco. Ama i versanti ombrosi. Il Faggio è una pianta tipicamente europea e genera spesso boschi puri, entrare in uno di questi boschi da veramente l'idea di entrare in un luogo sacro, è l'albero della meditazione. Bellissimo in tutte le stagioni, raggiunge il suo aspetto più imponente negli esemplari isolati. La sua presenza significa longevità, bellezza, vitalità, integrità e ricchezza del bosco.

postato da: alberiamici alle ore 00:53 | link | commenti
categorie: europa, albero, bosco
mercoledì, 16 aprile 2008

Boschi sacri, Nemeton...

Boschi sacri, Nemeton...

Visto che ho intitolato questo blog in questo modo, inizierò subito a parlare dei miei amici alberi e del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con loro. L'albero può essere considerato il simbolo della spiritualità europea e indoeuropea. Esso era alla base di tutti i culti primordiali ed è restato centrale fino all'arrivo del cristianesimo, che comunque non potendo distruggere tutti gli alberi d'Europa ne ha conservato alcuni aspetti (ma di questi apetti parlerò in un altro momento). In effetti i boschi sacri erano presenti in tutta l'europa antica: dalla Grecia alla Scandinavia esistevano zonee in cui si poteva entrare in contatto col le divinità (ancora strettamente legate alla natura) in mezzo agli alberi.

Ancora oggi, chi non sia stato ancora completamente annientato dalla vita moderna, può entrando in un bosco, sentire la presenza di queste forze, non saprei come definirle, che nei secoli gli uomini hanno cercato di spiegare e di antropomorfizzare per semplificarne la presenza e poi il culto.

Nemeton (bosco sacro appunto) più famosi di cui noi abbiamo notizia si trovavano a Dodona per i greci, a Nemi per i romani, quello vicino a Locronan per i Celti nel nord ovest della Francia, quello famosissimo di Uppsala per le popolazioni scandinave e germaniche. Che io sappia non si hanno notizie dei Nemeton sacri ai Liguri o della Gallia Cisalpina, data la volontà di nascondere la loro presenza dai tempi delle invasioni romane fino ai giorni nostri... ma si presume ce ne fossero molti: è mio impegno informarmi sulla questione e aggiornare questa pagina in un prossimo futuro. La parte del territorio europeo in cui questi luoghi sono sopravvissuti per più tempo sono sicuramente le terre Baltiche. Esse vennero cristianizzate soltanto alla fine del 1300, anche se ovviamente i cristiani estirparono tutte le foreste in seguito. Un luogo sacro era Romowe in Nadruvia una zona nel Nord della Prussia. Esso era anche il nome della religione ufficiale della Lituania fino al 1387 (e che oggi è finalmente in fase di rinascita).

Santuario di Romowe in prussia.

Anche in India (in cui sopravvivono molte usanze simili a quelle dell'Europa pre cristiana) esistevano moltissimi boschi sacri e ne esistono ancora oggi. Essi venivano chiamati "Devarakadus" (boschi degli dei) e venivano protetti e conservati dagli abitanti della zona. Famosi i boschi e gli alberi legati alla vita del Buddha. Vari i boschi e gli alberi venerati anche in Giappone e l'importanza che essi avevano per i nativi americani. Ora mi fermo.

Da ricordare alcuni la persistenza durata fino ai giorni nostri di echi legati ai culti dell'Albero rintracciabili ovunque in Europa e particolarmente viva fino a qualche secolo fa con le congreghe e i sabba delle streghe che immancabilmente si ritrovavano sotto qualche Albero "Sacro". Il più famoso è sicuramente il Noce di Benevento e io ricordo il Noce di Trisobbio in provincia di Alessandria, che ancora oggi fiorisce sempre nei giorni del Solstizio d'Estate. In essi il Papa e i boia del clero trovavano pane per i sui denti: adorazione della natura e donne che alzavano la testa!

Inutile ricordare quanto poco siano fondate le "radici cristiane dell'Europa". L'unica cosa che fecero i cristiani fu quella di sradicare i più imponenti Alberi, radere al suolo i boschi sacri e uccidere e torturare chi li amava e li considerava amici!!! Per costruire San Pietro a Roma vennero disboscate intere regioni dell'Umbria!

Libro consigliatissimo: "MITOLOGIA DEGLI ALBERI" di Jacques Brosse (BUR) - [LINK]

postato da: alberiamici alle ore 10:46 | link | commenti (2)
categorie: europa, sacro, albero, bosco, paganesimo, nemeton, boschi sacri


Heracleum blog & web tools