storia dimenticata - spiritualità naturale - sopravvivenza urbana
Belisama era la compagna di Belanu (qui sotto) e deriva dalla stessa radice proto-indoeuropea "Bel", Luce. Non so, onestamente, chi dei due fosse più importante, ma della divinità femminile ho trovato meno notizie forse a causa della nostra civiltà attuale che considera sempre "il maschio" più importante.


Divinità: Cernunnos.
Oggi inizio a parlare di alcune divinità a cui tengo particolarmente. In generale io sono quasi ateo, ma ho sempre sentito la forza di alcuni elemnti naturali. Di solito non parlo di queste cose, perchè le considero personali (e non è mia intenzione imporle a nessuno) se non quando bevo veramente tanto e magari mi trovo in luoghi particolari. Molti dei miei amici mi considerano pazzo. Mi risulta "strano" quindi parlare di divinità ma lo faccio per due motivi principalmente:
1) Sono appassionato di antropologia, mitologia, storie e quindi sono sempre stato affascinato da questi antichi miti, fina da quando da piccolo sentivo parlare di Ulisse e degli dei greci per esmpio, ma specialmente da quelli più sconosciuti e misteriosi...
2) Molti di questi miti non sono altro che una antropomorfizzazione delle forze naturali, ovvero un modo più semplice per rappresentarle che gli uomini, che fanno fatica a comprendere concetti più "astratti" hanno trovato nei secoli.
Divinità a cui tengo molto è sicuramente il dio CERNUNNOS. Il dio dalle corna di cervo, di cui come per la maggior parte delle divinità antiche europee non classiche, si sa molto poco.
La rappresentazione più antica è probabilmente quella trovata in Val Camonica che risale, sembra, al quarto secolo avanti cristo, mentre la più conosciuta si trova sul famoso calderone di Gundstrup della Danimarca pregermanica e risalente al primo secolo a.c. che però venne costruito da artigiani in quella che oggi è la bulgaria. Un'altra rappresentazione è quella del Pilier des nautes ("Pilastro dei barcaioli") a Parigi in cui si legge il nome Cernunnos. Ve ne sono molte altre anche se non tutte sicure.
Cernunnos era la divinità naturale dei boschi, degli animali e degli istinti primordiali dell'uomo, rappresentato con le corna di cervo di solito con un torques al collo, uno in una mano ed un serpente nell'altra circondato da animali. Era sicuramente adorato dalle popolazioni celtiche delle gallie ma si pensa che il suo culto sia anteriore, il famoso "dio cornuto" indoeuropeo simile a Pan e sicuramente connesso con Dioniso in grecia e con Shiva in India (vedi la fortissima somiglianza con la rappresentazione di Pashupati "proto-shiva" trovata a Mohenjo-daro qui sotto).

Libro interessantissimo che consiglio a questo punto è "Shiva e Dioniso" di A.Daniélou (Ubaldini Editore, Roma, 1980). Nel periodo Gallo-Romano questa divinità venne poi a volte identificata con il dio Pan (anch'esso legato a dioniso) e poi entrambi identificati durante la cristianizzazione dell'Europa con il Diavolo. Ancora adorato ai tempi della stregoneria durante i sabba in cui si conseravavano ancora elementi pagani e oggi da alcune correnti neo-pagane.
Per approfondire:
Il Platano di Napoleone
Anche conosciuto come "albero o pianta di Napoleone" o, soprattutto fuori zona, come "Platano di Alessandria, è uno degli alberi più gandiosi d'Italia. La leggenda dice sia stato piantato da Napoleone dopo la famosa battaglia di Marengo, quando Bonaparte vincitore venne considerato un liberatore e poi per un certo periodo il Piemonte divenne parte della Francia...

Come si diceva è uno degli alberi monumentali più gandi d'Italia: oggi circa 40 metri di altezza per quasi 8 di circonferenzza alla base. Si tratta di un Platano Orientale (Platanus Orientalis L.) originario del mediterraneo orientale, stranamente in questo punto ha trovato il posto ideale per svilupparsi fino a raggiungere queste dimensioni. E' considerato uno degli alberi monumentali più importanti del Piemonte e d'Italia, ma...
MA...
E' una vera pena vederlo così, l'imperatore degli alberi, oggi stretto in uno svincolo, una rotonda, una statale e la tangenziale alla periferia di Alessandria. Attaccato al guardrail, assediato dalla auto 24 ore su 24: praticamente impossibile da avvicinare a chi voglia visitarlo o portargli i propri omaggi o doni. Oggi sembra quasi troppo imponente, un ostacolo per gli automobilisti che nemmeno lo vedono o lo guardano solo come un'ostacolo. Mio progetto è organizzare una festa annuale a LUI dedicata, un compleanno, in cui EGLI sia avvicinabile e venga giustamente celebrato!!!
Le Antiche Pietre in Piemonte (e zone circostanti).
Pietre: Megalitismo, Menhir, Dolmen, Cromlech, incisioni rupestri, Pietre sacre o magiche: sono presenti sul territorio europeo con maggiore frequenza in zone come le isole britanniche e il nord ovest della francia ma anche in Asia, nord Africa e altri luoghi sparsi per il mondo. Pochissimo si sa al riguardo delle "Civiltà Megalitiche", non furono i druidi o i celti come si era pensato... (questo argomento verrà approfondito in altro post)
In alcune zone queste antiche testimonianze di pietra vengono seriamente catalogate e salvaguardate da anni, in altre zone non vengono quasi prese in considerazione e con il passare degli anni vengono distrutte o fatte sparire. Questo è il caso della zona che ci interessa: il Piemonte e le zone limitrofe.
Le radici preistoriche e protostoriche di questa zona sono strettamente legate con quelle del sud est della francia, della Liguria, parte della Lombardia e della Svizzera attuali, che una volta costituivano un'area abbastanza omegenea abitata da popolazioni "Liguri" e "Celto-Liguri" (anche questo verrà approfondito).
Il gruppo di opere megalitiche di questa zona (molto spesso dimenticato) è chiamato "groupe d'alpes provence".

Perchè rispetto ad altre zone il megalitismo in Piemonte è semi sconosciuto?
Come molte altre persone ho iniziato ad interessarmi a questo argomento anni fa, leggendo dei luoghi più famosi come Stonehenge, Newgrange o Carnac, per poi arrivare alle steli della Lunigiana per esempio e a scoprire la presenza di luoghi incredibli così vicini a casa mia. La ricerca di questi luoghi non è facile, praticamente non esistono guide e se uno non conosce le zone è praticamente impossibile trovarli.
Ma come mai?
Parlando di MEGALISTISMO vero e proprio si trattava di monumenti antichissimi già al momento delle invasioni romane nella Gallia Cisalpina (200 a.c. circa). E' probabile che fino a quel momento questi luoghi fossero ancora tenuti in considerazione come luoghi sacri o come osservatori legati al ciclo stagionale. Queste furono zone in cui i romani compirono veri e propri genocidi, alcune popolazioni liguri vennero praticamente cancellate (Esempio gli Statielli) e quando si insediarono qui imporatarono il loro tipo di colture più industriali e le loro divinità, demolendo probabilmente molti dei luoghi pre-esistenti che dovevano sembrare solo mucchi di pietre. Tuttavia i romani erano pagani e nella maggior parte dei casi assimilarono alcune divinità locali o unificarono le equivalenti (Es. Penn o Pennina divenne Giove Pennino). Il disastro più grande avvenne ovviamente con la cristianizzazione: come si sa alberi e boschi sacri vennero sradicati, pietre rase al suolo (nei casi in cui questo era impossibile vennero ricoperti di croci incise o su di essi vennero erette chiese - Pietra della vita a Oropa, Pietra di Santa Varena nei pressi di Alessandria). Famose le varie condanne medioevali contro l'adorazione di Alberi, Fonti e Pietre che tuttavia non riuscirono mai ad essere del tutto cancellate. Era usanza in Svizzera fino al secolo scorso, distruggere le pietre erette o che recassero incisioni che contadini e viandanti trovavano lungo il loro cammino, perchè bruttissime e ovviamente legate al maligno. Gran parte degli allineamenti e dei cerchi di pietre o menhir vennero distrutti (alcuni continuano ad essere distrutti anche oggi tra l'indifferenza generale) per fare posto a campi, coltivazioni strade, o ricoperti da nuove costruzioni. Avevo sentito che molti di questi luoghi in Piemonte vennero distrutti ancora negli anni '70 per fare spazio a delle vigne.
Un altro fattore culturale importantissimo, è stata la "cultura di stato" considerata come ROMANA o comunque classica a tutti costi. Per molti anni e in parte ancora oggi è stato considerato vergognoso ammettere le proprie discendenze "barbare". Quindi tutto quello che non è "romano" viene ancora oggi considerato poco ineteressante... idea idiota che a fatto si che per chi abita in zone come questa (Piemonte e Nord Italia, Puglia per esempio ma anche per un romano, cosa sa dei propri avi pre-romani?) sia praticamente impossibile conoscere le proprie origini e anzi che la maggiorparte di essi sia ne sia del tutto allo scuro. Ovviamente il disastro totale venne portato a compimento durante il fascismo.
Ultimo ma forse più importante motivo è quello più semplice. Le caratteristiche geografice montuose e collinari e il tempo. In queste zone la sedimentazione in fondo valle e in pianura si forma molto velocemente o dilavamento cancella ogni tracce nelle zone più alte. E' possibile trovare le fondamenta di chiese vecchie di pochi centianaia di anni sotto alcuni metri di terra, fuguariamoci pietre difficilmente riconoscibili da pietre naturali vecchie di migliaia di anni!
Mano a mano parlerò di alcuni luoghi ancora visibili e visitabili di questa zona uno per uno. La Tag da cliccare sarà PIETRE PIEMONTE qui a destra.
IL FAGGIO:
tutti gli alberi sono bellissimi, non posso dire di preferirne uno però il faggio è uno di quelli a cui sono più affezionato. A metà strada salendo sul Monte Pelpi (in provincia di Parma) c'era un prato con un grosso Faggio (spero ci sia ancora!) sotto cui andavo sempre a sedermi o a giocare. Una volta presi un ramo caduto e con coltellino e poi lima a casa ne feci un manico di un martello. Mio nonno ne fu molto fiero perchè era venuto benissimo e lo uso ancora oggi!!!

Il Faggio (fagus sylvatica) vive tra i 900 e i 1500 metri di quota, può raggiungere i 35 metri di altezza. E' facilmente riconoscibile per la sua corteccia grigia e liscia, le foglie sono ovali fiorisce verso aprile/maggio. I suoi frutti, le faggiole, sono simili a piccolo castagne piramidali, che grantiscono la sussistenza agli animali del bosco. Ama i versanti ombrosi. Il Faggio è una pianta tipicamente europea e genera spesso boschi puri, entrare in uno di questi boschi da veramente l'idea di entrare in un luogo sacro, è l'albero della meditazione. Bellissimo in tutte le stagioni, raggiunge il suo aspetto più imponente negli esemplari isolati. La sua presenza significa longevità, bellezza, vitalità, integrità e ricchezza del bosco.
Boschi sacri, Nemeton...
Visto che ho intitolato questo blog in questo modo, inizierò subito a parlare dei miei amici alberi e del rapporto che i nostri antenati hanno avuto con loro. L'albero può essere considerato il simbolo della spiritualità europea e indoeuropea. Esso era alla base di tutti i culti primordiali ed è restato centrale fino all'arrivo del cristianesimo, che comunque non potendo distruggere tutti gli alberi d'Europa ne ha conservato alcuni aspetti (ma di questi apetti parlerò in un altro momento). In effetti i boschi sacri erano presenti in tutta l'europa antica: dalla Grecia alla Scandinavia esistevano zonee in cui si poteva entrare in contatto col le divinità (ancora strettamente legate alla natura) in mezzo agli alberi.
Ancora oggi, chi non sia stato ancora completamente annientato dalla vita moderna, può entrando in un bosco, sentire la presenza di queste forze, non saprei come definirle, che nei secoli gli uomini hanno cercato di spiegare e di antropomorfizzare per semplificarne la presenza e poi il culto.
I Nemeton (bosco sacro appunto) più famosi di cui noi abbiamo notizia si trovavano a Dodona per i greci, a Nemi per i romani, quello vicino a Locronan per i Celti nel nord ovest della Francia, quello famosissimo di Uppsala per le popolazioni scandinave e germaniche. Che io sappia non si hanno notizie dei Nemeton sacri ai Liguri o della Gallia Cisalpina, data la volontà di nascondere la loro presenza dai tempi delle invasioni romane fino ai giorni nostri... ma si presume ce ne fossero molti: è mio impegno informarmi sulla questione e aggiornare questa pagina in un prossimo futuro. La parte del territorio europeo in cui questi luoghi sono sopravvissuti per più tempo sono sicuramente le terre Baltiche. Esse vennero cristianizzate soltanto alla fine del 1300, anche se ovviamente i cristiani estirparono tutte le foreste in seguito. Un luogo sacro era Romowe in Nadruvia una zona nel Nord della Prussia. Esso era anche il nome della religione ufficiale della Lituania fino al 1387 (e che oggi è finalmente in fase di rinascita).
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Anche in India (in cui sopravvivono molte usanze simili a quelle dell'Europa pre cristiana) esistevano moltissimi boschi sacri e ne esistono ancora oggi. Essi venivano chiamati "Devarakadus" (boschi degli dei) e venivano protetti e conservati dagli abitanti della zona. Famosi i boschi e gli alberi legati alla vita del Buddha. Vari i boschi e gli alberi venerati anche in Giappone e l'importanza che essi avevano per i nativi americani. Ora mi fermo.
Da ricordare alcuni la persistenza durata fino ai giorni nostri di echi legati ai culti dell'Albero rintracciabili ovunque in Europa e particolarmente viva fino a qualche secolo fa con le congreghe e i sabba delle streghe che immancabilmente si ritrovavano sotto qualche Albero "Sacro". Il più famoso è sicuramente il Noce di Benevento e io ricordo il Noce di Trisobbio in provincia di Alessandria, che ancora oggi fiorisce sempre nei giorni del Solstizio d'Estate. In essi il Papa e i boia del clero trovavano pane per i sui denti: adorazione della natura e donne che alzavano la testa!
Inutile ricordare quanto poco siano fondate le "radici cristiane dell'Europa". L'unica cosa che fecero i cristiani fu quella di sradicare i più imponenti Alberi, radere al suolo i boschi sacri e uccidere e torturare chi li amava e li considerava amici!!! Per costruire San Pietro a Roma vennero disboscate intere regioni dell'Umbria!
Libro consigliatissimo: "MITOLOGIA DEGLI ALBERI" di Jacques Brosse (BUR) - [LINK]