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Blogger: alberiamici
Nome: Un'Anima del Legno
Abito nel nord ovest dell'Italia. Amo gli alberi, i corsi d'acqua, le montagne, gli animali... I miei interessi sono legati alla natura, all'ecologia, alla sopravvivenza e resistenza urbana per gente come me obbligata a vivere nelle città, al misticismo naturale e nonostante la mia misantropia mi interesso anche di antropologia: la storia e la mitologia delle popolazioni che abitavano l'Europa e l'Eurasia ma specialmente le zone in cui vivo. L'ALBERO come simbolo universale del mio legame con la terra. PERCHE' "RINASCITA PAGANA"? - pagana intesa nel più ampio significato. Una sorta di filosofia e stile di vita lontanissimo da sacrifici (sono vegetariano da 13 anni), religioni organizzate, dogmi e clero, ma anche da scienziati e materialisti a tutti i costi. Quasi ateo, ma vicino alla Terra e al suo ciclo. Tutto quello che troverete scritto qui serve principalmente per me stesso, per fermare i miei pensieri e riflessioni e per informare, chi sia interessato e non dimenticare cose per me importanti.

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sabato, 18 ottobre 2008

ALTRI MEGALITI TRA PIEMONTE E LIGURIA

ALTRI MEGALITI TRA PIEMONTE E LIGURIA

mentre cercavo su google mi sono imbattuto in questa pagina un pò folkloristica, in cui però sono nominati alcuni menhir, megaliti e incisioni che ancora non conoscevo:

Nel Monregalese:

> un menhir presso il Lago Ratoira in alta Valle Ellero (mai visto, ma che già conoscevo);
> uno presso Frabosa Sottana;
> incisioni rupestri presso Malanotte, la Bisalta e Bellino di Frabosa Sottana;
> una croce litica orizzontale presso il M.Seirasso
> il sito archeologico di Montaldo, con tredici coppelle nella roccia.

questo è il link:
http://www.mentelocale.it/viaggi_sport/...

menhir del lago della ratoira Qui invece ho trovato una foto del menhir del lago ratoira e un sito con un percorso per andarlo a visitare: LINK PERCORSO


...e gia che ci sono segnalo anche il Cromlech di San Martino sempre in quell'area: Ne ho trovato notizia sul fantastic sito megalithic portal. Anche questo non l'ho mai visitato purtroppo e si trova in un'area privata. Leggo con tristezza sta lentamente venendo demolito. Possibile leggere cose del genere nel 2008?
postato da: alberiamici alle ore 12:25 | link | commenti (2)
categorie: pietre, incisioni rupestri, megalitismo, pietre piemonte
venerdì, 08 agosto 2008

La pietra guaritrice di Santa Varena - Villa del Foro (AL)

La pietra guaritrice di Santa Varena
Villa del Foro - Alessandria

chiesa di Santa Varena (Villa del Foro - AL)
Non sono impazzito in questo periodo, torno a parlare di chiese e di sante cristiane per un motivo: la sopravvivenza dei culti pagani, naturali e precristiani nascosti in luoghi e usanze apparentemente cristiane. Avevo già parlato del santuario di Oropa e della Pietra della Vita che si trova in quel luogo, ora torno a parlare di qualche cosa di molto simile. Sempre in Piemonte, sempre pietre guaritrici. Anche in questo caso una pietra legata al lato femminile e alla natura.

A pochi chilometri da Alessandria si trova l'abitato di Villa del Foro, un tempo uno dei centri, celto-liguriprima e romani dopo, più importanti della zona precedenti alla fondazione del capoluogo (da visitare il museo dedicato alle antichità). Nella piazzetta al centro del minuscolo sobborgo si trova la chiesa dedicata a San Baudolino (patrono di Alessandria) e a Santa Varena appunto. Sul lato sinistro in basso, si può vedere un masso affiorare dall'intonaco. Anche n questo caso ci troviamo di fronte a una delle tante Pietre Guaritrici e del Megalitismo Piemontese che si trovano in queste zone.


Pietra di Santa Varena (Villa del Foro - AL)Secondo la tradizione il masso guarirebbe chi soffre di mal di schiena, semplicemente appoggiandovi la schiena nel punto dolorante. La santa di origine elvetica  si sarebbe fermata in questo luogo tornando dall'Egitto visse per anni nel nord Italia e oltralpe compiendo miracoli.  Avrebbe infatti "prodigiosamente" spostato il masso, che si trovava fuori dal paese (sembra nella borgata Parasio) nel luogo in cui si trova ora per strapparlo ai culti pagani che gli abitanti della zona ancora praticavano, e avrebbe ordinato di costruirvi sopra una chiesa, cristianizzandone il culto. Lo studioso Roberto Gremmo, ha notato che nella lingua locale la parola varèina, significa appunto "guaritrice".

La spiegazione più sensata al riguardo della Pietra e della sua leggenda, è che essa fosse un un menhir, singolo o parte di un complesso megalitico, o forse semplicemente un masso sacro agli antici, come abbiamo visto in altri casi, e data la persistenza del culto così radicato anche in epoca cristiana, impossibile da estirpare, sia stata cristianizzato con la costruzione di una chiesa su di esso e con l'associazione alla santa. Da notare che si tratta di una santa e non di un santo. Come abbiamo visto, nonostante tutto, il culto è arrivato fino a noi e la chiesa ha per una volta contribuito a conservare un megalite che altrimenti sarebbe probabilmente scomparso.

Come arrivare:

L'uscita autostradale più vicina è quella di Alessandria Est, da qui seguire per Alessandria - Centro e passati il ponte svoltare sulla destra e proseguire verso Villa del Foro/Oviglio. Anche in bicicletta è velocemente raggiungibile.

Links:

La pietra guaritrice di Villa del Foro.

Libri:

> Guida ai luoghi misteriosi d'Italia - Umberto Cordier.
> L'italia dell'Insolito e del Mistero.
venerdì, 20 giugno 2008

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

IL SOLSTIZIO D'ESTATE, 21 Giugno, Le Erbe, Litha, Midsummer.

Domani sarà il solstizio d'estate, il giorno più lungo di questo 2008.
Il solstizio d'estate nell'emisfero Nord, il 21 giugno, (nell'emisfero Sud il 21 o 22 giugno) è la data del dì più lungo dell'anno, e di conseguenza della notte più corta. Al momento del solstizio, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell'eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro. Rappresentando l'inizio dell'Estate è sempre stato nella storia occasione di feste.
Ancora oggi sono molte le usanze superstiti in Europa. I fuochi della notte di sant'Antonio ad esempio. Fino a pochi anni fa (ma in alcuni posti ancora oggi) la notte della vigilia del solstizio, specie in montagna si accendevano grandi falò. Che io sappia le zone in cui questa data ancora oggi è la più sentita è il nord-europa: il Midsummar svedese per esempio. Feste, fuochi e danze attorno al classico albero, prima della mezzanotte i bambini addobati da streghe e da antiche divinità silvane girano per le case a chiedere monete e dolcetti. Usanza popolarissima ancora oggi.

midsommar - svezia

Il solstizio d'estate è in fine una festività principalmente femminile, infatti è una festa della terra e della fertilità (massima luce, raccolti, ecc...) ed è per questo che è stato così duramente avversata dalla chiesa: si diceva infatti che nella notte di san Giovanni le streghe volassero al Sabba. E' anche una festa con un velo di tristezza in quanto si sa che da questo momento le giornate incominceranno di nuovo ad accorciarsi e ci si avvia di nuovo verso le tenebre invernali.

I Calendari di Pietra

Molti dei cerchi di pietra, allineamenti o monumenti megalitici d'Europa, sono allineati con il sorgere del sole durante i solstizi. Tra i più famosi ricordiamo: Stonehenge in Inghilterra allineato con quello d'estate e Newgrange in irlanda, allineato con quello d'inverno. Ma anche se gran parte dei centri megalitici in europa centrale e in particolare nelle nostre zone siano in gran parte scomparsi, non occore andare così lontano. Ad esempio il Cerchio del piccolo San Bernardo, posto esattamente sul confine tra Francia e Italia, è visibile ancora oggi malgrado i degradi irreparabili commessi durante la realizzazione della strada carrozzabile (come al solito). Anch'esso era allineato con il sorgere del sole di questo giorno. Anche il centro Italia, lo studioso Giovanni Feo (interessantissimo il suo libro "Geografia Sacra" - stampa alternativa), ha recentemente scoperto moltissimi siti megalitici in queste zone legate a culture pre-etrusche e per ora sconosciute ma sicuramente collegate alle altre zone d'Europa e del Mediterraneo.

Cerchio di Poggio Rota

Come festeggiare oggi il Solstizio d'Estate?

Ecco i miei consigli, come penso di fare io: Se oggi vogliamo celebrare la Ruota dell'anno durante il giorno di suo massimo splendore, la Terra, la Dea o semplicemente il giorno più luminoso dell'anno da perfetti atei possiamo prima di tutto fare a modo nostro! Ricordacene, come facevano i nostri antichi avi e magari fare un sentito brindisi a mezzanotte e dedicare la nostra bevuta a chi sentiamo di doverlo dedicare e cercare di essere più allegri possibile!
Magari riprometterci di piantare un albero e di riavvicinarci il più possibile alla ruota dell'anno con le sue stagioni. Usare meno possibile la macchina e di consumare meno possibile le fonti di energia e di sprecare meno. Queste sono le cose più importanti. Per il resto in Italia non credo ci sia un vero movimento spirituale-naturale abbastanza popolare come per esempio in Inghilterra in cui gente dalle motivazioni diverse si ritrova tutti gli anni a Stonehenge e negli altri luoghi (guardate la galleria d'immagini, gente di tutti i tipi) e onestamente cercando per i siti, mi sembra che le comunità italiane siano a volte (per i miei gusti) un pò troppo legate e al fantasy e purtroppo a volte a deliranti movimenti di destra.
Secondo me il modo migliore, se vi sentite un pò mistico-naturalisti (e di nuovo ripeto: di qualsiasi tipo!) sarebbe meglio stare in zona, non usare la macchina o l'aereo sia perché inquinano tantissimo, sia perché così potrete avvicinarvi di più alla vostra terra, trovare un bel posto, un cerchio di pietre (ci sono, cercateli) o un posto in cui sapete che ce ne fossero, o un bel prato un boschetto, un monte da cui se vede sorgere il sole. Oppure visto che poi, lo so, ci si trova da soli a casa o con amici a cui non interessa, si può festeggiare (come dicevo prima) con un brindisi, accendere un piccolo fuoco, una candela sul balcone o sulla finestra, tanto per riavvicinarsi a queste cose e magari aspettare che il sole sorga! Questo mi sembra semplice e fattibile e a me sicuramente rende la vita un pò più felice.

Libro consigliato:
"I riri del solstizio" by Richard Heinberg edito in Italia da Ed. Mediterranee, molto hippy, ma interessante.

Links:
http://www.ginevra2000.it/fiori/Fiori_Leggende/Giugno.htm
http://www.trigallia.com/solstizio_estate.asp
(eng)
Feste e ritrovi a Avebury e Stonehenge.
Ciclisti nudisti per il solstizo d'estate!
giovedì, 12 giugno 2008

I menhir di Cavaglià

I menhir di Cavaglià

Forse si tratta del più grande insieme di Menhir che si è riusciti a conservare fino ad oggi in terra piemontese. Riscoperti negli ultimi anni dall'appassionato studioso di Torino, Luca Lenzi, erano stati rimossi con le ruspe rischiandone la distruzione, durante alcuni lavori in un'area dismessa (credo per la costruzione della rotonda da cui si vedono passando) sono un insieme di monoliti che formano un cerchio più o meno preciso. I monoliti erano sotterrati e caduti, quindi la loro posizione è stata ricostruita dagli studiosi. Su alcuni di essi sono chiari segni dell'uomo, croci e coppelle, in alcune di esse la presenza di calcare indica la posizione eretta dei megaliti. Nelle vicinanze esistono altri resti ma molto è andato perduto con la costruzione degli edifici in zona.

oropa 004

Il sovrintendente localizza cronologicamente, senza mezzi termini, i manufatti come “appartenenti all’Età del Ferro”, ma secondo me sono più antichi, megaliti e coppelle di solito risalgono a epoche precedenti. Questo è solo un mio parere.

Per raggiungerli: Uscire a Santhia e proseguire per Biella, ve li troverete di fronte quando passate per la rotonda uscendo da Cavaglià.

LINKS:

http://ontanomagico.altervista.org/menhircavaglia.htm

http://www.panoramio.com/photo/8147461 

(interessantissimo intervento dello scopritore Luca Lenzi)

postato da: alberiamici alle ore 12:47 | link | commenti (1)
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte
domenica, 11 maggio 2008

Menhir di Paroldo

Menhir di Paroldo

Ho trovato un altro esempio di menhir mal tenuto, ma visitabile in questa pagina: LINK. Si trova a Paroldo, sempre in provincia di Cuneo e anche qui spero di riuscire ad andarci al più presto... ecco la foto che c'è su questo sito.

menhir a Paroldo (cn)

postato da: alberiamici alle ore 23:32 | link | commenti
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte

I Megaliti di Briaglia

I Megaliti di Briaglia

Oggi voglio scrivere due righe su di un posto in cui in realtà non mi sono ancora recato e soprattutto dello sempio ad esso collegato. Briaglia è un piccolo comune piemontese in provincia di Cuneo in cui nel 1971 l'archeologo J anigro D'Aquino durante le sue ricerche sui Celto-Liguri in Piemonte, scoprì una grande serie di menhir, alcune statue stele e, scoperta più importante, un dolmen ancora interrato (come si sa infatti la caratteristica forma dei dolmen è dovuta alle sole pietre portanti sopravvissute ai tumuli costituiti da pietre più piccole spazzate via dal tempo)! Negli anni '80 gran parte dei ritrovamenti megalitici scoperti erano ancora visibili, ma già in degrado. infatti poi gran parte dei menhir sono poi spariti o utilizzati per la costruzione di muretti a secco come pietre qualsiasi. Questi megaliti testimoniavano ancora una volta la chiara continuità con il megaltismo francese e centro-europeo, che incomprensiblmente viene di solito ignorata.

L'importantissimo dolmen sotterraneo, con galleria di 30 metri, è ora impossibile da visitare a causa di frane, e praticamente tutto il lavoro e le scoperte svolte del Prof. D'Aquino sono andate dimenticate tra in più totale disinteresse. Ancora una volta a tutto ciò che non è "romano" (in molti casi anche ciò che lo è) non viene data nessuna importanza, nemmeno quella a cui si da per esempio ai meravigliosi menhir del Salento (anch'essi depredati...).

Tutte le informazioni sono prese da questo bellissimo sito:

http://www.ars2000.it/briaglia.htm

Da visitare assolutamente per approfondire con testo e foto!

postato da: alberiamici alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: pietre, megalitismo, pietre piemonte
lunedì, 21 aprile 2008

La Pietra della Vita a Oropa

La Pietra della Vita a Oropa

pietra della vitaInizio subito con il segnalare "La Pietra della Vita" (Ròch d'la vita in piemontese), poco noto masso, oggetto di culto fin dai tempi più remoti. Si trova all'interno dell'area del Santuario di Oropa sulle pendici dei monti non molto distante da Biella, a nord-est della chiesa principale, parzialmente murato all'interno di una capella costruita nel 1690 per cercare di nasconderlo. E' Interessante notare che questo luogo di pellegrinaggio monumentale è uno dei maggiori d'Italia e forse il luogo di culto mariano più antico dell'occidente. Oggetto di culto una statua lignea che rappresenta una MADONNA NERA, reminescenza dei culti precristiani della Dea Madre, simbolo femminile della Fecondità della Terra. Secondo la leggenda portata qui da S.Eusebio nel 369 mentre si nascondeva dalla persecuzione. Sembra ovvio quindi che questo fosse già un importantissimo luogo di culto naturale precristiano.

LA PIETRA: è difficile trovarla quando ci si reca sul posto per la prima volta. Il luogo boscoso è pieno di massi affioranti dalla terra, ed essa si trova parzialmente coperta dietro ad una cappella. Questo masso era oggetto di culto naturalistico precristiano e appartiene al gruppo di Pietre Guaritrici (vedi la Pietra Guaritrice di Villa del Foro) così numerose in territorio piemontese. Ad esso le donne ricorrevano le donne quando avevano difficoltà ad avere figli. Il rito originario era questo: le donne entravano nella stretta fenditura, poi giravano più volte attorno al masso e infine vi battevano contro i genitali.

Croci sulla Pietra della vita Oropa.

 

 

 

 

 

 

Quando i primi cristiani arrivarono qui con l'intento di evangelizzare le popoloazioni locali non riuscirono a impedire questo culto sia perchè era troppo radicato sia per le dimensioni del masso, così in un primo momento incisero varie croci (oggi chiaramente visibili - foto) su di esso per renderlo "santo". Con il tempo la sopravvibenza di questo rito pagano divenne sempre più insopportabile e la fenditura venne murata. Oggi, come dicevamo, la pietra è parzialmente coperta da una cappella del 1600, che contiene la parte principale del masso, ma gran parte di esso è ancora visibile e vi sono ancora alcune fedeli che vi si siedono sopra o vi appoggiano i genitali.

Oltre alla Pietra e alla Madonna nera sono altre le stranezze di questo luogo legato a culti precristiani ed energie terrestri: proseguendo per una stradina verso est si arriva ad un'altra piccola cappelletta dedicata a S.Eusebio, costruita nel '800 in cui sono presenti molti simboli non cristiani tra cui una grande svastica.

Come raggiungere la Pietra: Da Biella seguire per Oropa. Arrivati in fronte al santuario non entrate ma proseguire sulla strada che sale a sinistra. Arrivati dietro all'edificio principale. a poche decine di metri dall'angolo a Nord Est della chiesa, si trova questa cappelletta bianca costruita sul masso.

Libro: Umberto Cordier: "Guida ai luoghi misteriosi d'italia" - Ed. Piemme.

postato da: alberiamici alle ore 16:14 | link | commenti
categorie: pietre, paganesimo, pietre piemonte

Le Antiche Pietre in Piemonte

Le Antiche Pietre in Piemonte (e zone circostanti).

Pietre: Megalitismo, Menhir, Dolmen, Cromlech, incisioni rupestri, Pietre sacre o magiche: sono presenti sul territorio europeo con maggiore frequenza in zone come le isole britanniche e il nord ovest della francia ma anche in Asia, nord Africa e altri luoghi sparsi per il mondo. Pochissimo si sa al riguardo delle "Civiltà Megalitiche", non furono i druidi o i celti come si era pensato... (questo argomento verrà approfondito in altro post)

In alcune zone queste antiche testimonianze di pietra vengono seriamente catalogate e salvaguardate da anni, in altre zone non vengono quasi prese in considerazione e con il passare degli anni vengono distrutte o fatte sparire. Questo è il caso della zona che ci interessa: il Piemonte e le zone limitrofe.

Le radici preistoriche e  protostoriche di questa zona sono strettamente legate con quelle del sud est della francia, della Liguria, parte della Lombardia e della Svizzera attuali, che una volta costituivano un'area abbastanza omegenea abitata da popolazioni "Liguri" e "Celto-Liguri" (anche questo verrà approfondito).

Il gruppo di opere megalitiche di questa zona (molto spesso dimenticato) è chiamato "groupe d'alpes provence".

Megalitismo in Piemonte da Ecospirituality FOundation

Perchè rispetto ad altre zone il megalitismo in Piemonte è semi sconosciuto?

Come molte altre persone ho iniziato ad interessarmi a questo argomento anni fa, leggendo dei luoghi più famosi come Stonehenge, Newgrange o Carnac, per poi arrivare alle steli della Lunigiana per esempio e a scoprire la presenza di luoghi incredibli così vicini a casa mia. La ricerca di questi luoghi non è facile, praticamente non esistono guide e se uno non conosce le zone è praticamente impossibile trovarli.

Ma come mai?

Parlando di MEGALISTISMO vero e proprio si trattava di monumenti antichissimi già al momento delle invasioni romane nella Gallia Cisalpina (200 a.c. circa). E' probabile che fino a quel momento questi luoghi fossero ancora tenuti in considerazione come luoghi sacri o come osservatori legati al ciclo stagionale. Queste furono zone in cui i romani compirono veri e propri genocidi, alcune popolazioni liguri vennero praticamente cancellate (Esempio gli Statielli) e quando si insediarono qui imporatarono il loro tipo di colture più industriali e le loro divinità, demolendo probabilmente molti dei luoghi pre-esistenti che dovevano sembrare solo mucchi di pietre. Tuttavia i romani erano pagani e nella maggior parte dei casi assimilarono alcune divinità locali o unificarono le equivalenti (Es. Penn o Pennina divenne Giove Pennino). Il disastro più grande avvenne ovviamente con la cristianizzazione: come si sa alberi e boschi sacri vennero sradicati, pietre rase al suolo (nei casi in cui questo era impossibile vennero ricoperti di croci incise o su di essi vennero erette chiese - Pietra della vita a Oropa, Pietra di Santa Varena nei pressi di Alessandria). Famose le varie condanne medioevali contro l'adorazione di Alberi, Fonti e Pietre che tuttavia non riuscirono mai ad essere del tutto cancellate. Era usanza in Svizzera fino al secolo scorso, distruggere le pietre erette o che recassero incisioni che contadini e viandanti trovavano lungo il loro cammino, perchè bruttissime e ovviamente legate al maligno. Gran parte degli allineamenti e dei cerchi di pietre o menhir vennero distrutti (alcuni continuano ad essere distrutti anche oggi tra l'indifferenza generale) per fare posto a campi, coltivazioni strade, o ricoperti da nuove costruzioni. Avevo sentito che molti di questi luoghi in Piemonte vennero distrutti ancora negli anni '70 per fare spazio a delle vigne.

Un altro fattore culturale importantissimo, è stata la "cultura di stato" considerata come ROMANA o comunque classica a tutti costi. Per molti anni e in parte ancora oggi è stato considerato vergognoso ammettere le proprie discendenze "barbare". Quindi tutto quello che non è "romano" viene ancora oggi considerato poco ineteressante... idea idiota che a fatto si che per chi abita in zone come questa (Piemonte e Nord Italia, Puglia per esempio ma anche per un romano, cosa sa dei propri avi pre-romani?) sia praticamente impossibile conoscere le proprie origini e anzi che la maggiorparte di essi sia ne sia del tutto allo scuro. Ovviamente il disastro totale venne portato a compimento durante il fascismo.

Ultimo ma forse più importante motivo è quello più semplice. Le caratteristiche geografice montuose e collinari e il tempo. In queste zone la sedimentazione in fondo valle e in pianura si forma molto velocemente o dilavamento cancella ogni tracce nelle zone più alte. E' possibile trovare le fondamenta di chiese vecchie di pochi centianaia di anni sotto alcuni metri di terra, fuguariamoci pietre difficilmente riconoscibili da pietre naturali vecchie di migliaia di anni!

Mano a mano parlerò di alcuni luoghi ancora visibili e visitabili di questa zona uno per uno. La Tag da cliccare sarà PIETRE PIEMONTE qui a destra.



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